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Oasi della misericordia

Frammenti di luce

<< «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».>> (cfr Gv 14,21-26).

Gesù ci dice con parole semplici, chiare e dirette delle verità sconvolgenti: Dio, il Mistero nascosto da secoli, quel Volto, desiderato e cercato da ogni essere umano, nei modi più diversi, sì, Dio, nelle tre Divine Persone, si manifesta e prende dimora in ogni sua umana creatura – quindi, in me, in te, in noi! – quando ascoltiamo/osserviamo/viviamo la sua Parola. È la Parola della Trinità: ha la sua origine nel Padre, è racchiusa nella persona del Figlio, viene ricordata/attualizzata/perpetuata dalla presenza/azione dello Spirito Santo. Chi mai avrebbe potuto concepire tutto questo? Quale mente umana per quanto eccelsa? Eppure, siamo piuttosto duri di mente e di cuore ad accogliere questa rivelazione …!! << O Padre, con la forza del tuo Spirito, vinci in noi ogni resistenza perché possiamo amare ciò che comandi e desiderare ciò che prometti, perché, fra le vicende della nostra vita, rimaniamo e cresciamo nella comunione trinitaria, nostra vera gioia.>>. Serena giornata! P. Antonio Santoro omi

<< «Figlioli.. vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».>> (cfr Gv 13,31-33a.34-35).

Fiumi di parole, convegni, libri … per mettere in evidenza e spiegare l’identità cristiana e trovare gli strumenti idonei per l’evangelizzazione, cioè per far conoscere Gesù e la sua opera di salvezza. Cose tutte lodevoli. Ma tutti sappiamo che spesso ci sfugge l’essenziale, cioè l’elemento caratterizzante l’identità di ogni cristiano e di ogni realtà comunitaria che si onora dell’aggettivo qualificativo di “cristiano/a”. É l’amore, e l’amore reciproco, secondo la misura di quello di Gesù per noi, che diventa il segno eloquente dell’appartenenza a Cristo Gesù e che “converte” per attrazione – “calamitazione” ! -. Questa “identità” vale per tutti i membri del popolo di Dio: papi, vescovi, sacerdoti, diaconi religiosi/e, laici, sposi, uomini e donne di ogni età, cultura, sensibilità religiosa… Il comandamento “nuovo” di Gesù, purtroppo, si dà fin troppo per scontato in via di principio, ma non è così nella pratica delle relazioni quotidiane … Ma, quando manca o scarseggia l’amore, si attiva un meccanismo di compensazione: quel vuoto d’amore si riempie di tanti “surrogati”; ciascuno, se ha un po’ di conoscenza di sé, conosce ciò con cui cerca di colmare quel vuoto o voragine … <<Vieni, Santo Spirito, insegnaci ad amarci come Gesù ci ama per essere segno eloquente della Sua esistenza e presenza che salva e vivifica sempre… >>. Serena domenica! P. Antonio Santoro omi

<< In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me ».>> (cfr Gv 14,7-14).

Mentre Gesù ci rivela l’esistenza di Dio Padre, la sua intima relazione e unità col Padre, rivela a noi stessi chi siamo come creature umane: persone, cioè esseri che esistiamo in quanto costitutivamente “relazione” finalizzate a tessere relazioni e relazioni caratterizzate dall’amore, dal dono di sé e dall’accoglienza del dono che l’altro/a è per noi. Dio Creatore ci ha voluti e “strutturati” così. Il peccato ha creato disordine e squilibrio nella “logica” relazionale dell’amare e dell’essere amati, attivando un processo di possesso e di godimento egoistico dell’altro fino a far violenza all’altro pur di possederlo e dominarlo. Gesù è venuto a mettere ordine ed armonia dentro la persona e tra le relazioni interpersonali, quindi, coniugali, familiari, sociali, tra popoli e nazioni … <<In lui, ogni costruzione cresce ben ordinata…>> (Efesini 2, 21). Se abbiamo esperienza di fede e consapevolezza di ciò che sperimentiamo, confermiamo questa verità evidenziata da san Paolo. Sì, la relazione con Gesù mette ordine nelle nostre relazioni, cominciando da noi stessi… Quando ciò accade, sperimentiamo di essere persone create ad immagine di Dio-Relazione Trinitaria d’Amore… Fantasia? E se non fosse così, casa saremmo?
<< Vieni, Santo Spirito, fa’ che nella relazione con Gesù scopriamo il volto del Padre ed il vero volto dell’<altro> che incontriamo sul nostro cammino, cominciando dai più vicini…>>. Serena giornata! P. Antonio Santoro omi

<< In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me… ». >> (cfr Gv 14,1-6).

Se con “l’orecchio del cuore” ascoltiamo bene queste parole di Gesù, una profonda commozione ci invade…Sembra che Gesù stia “elemosinando” la mia, tua, nostra fede/fiducia in lui: accogliere/abbracciare la sua persona che rivela il volto di Dio Padre! Quando capiremo e accetteremo davvero (con tutte le implicanze esistenziali) l’essenziale della fede cristiana il cui centro è la persona di Gesù! Tutto parte da lui e tutto deve essere riferito a lui; ogni norma anche morale regge ed è praticabile se in unione con lui. E non può esserci unione senza fede/fiducia in lui. Quando ci sentiamo turbati nel senso di smarriti, impauriti, agitati, spaventati, a volte come sospesi e senza prospettive … “ancoriamoci” a Lui che afferma con chiarezza “senza di me non potete fare nulla” … <<Signore Gesù, conferma e ravviva la nostra fede in te, via, verità e vita>. Serena giornata! P. Antonio Santoro omi

<< Salpàti da Pafo, Paolo e i suoi compagni giunsero a Perge, in Panfìlia. Ma Giovanni si separò da loro e ritornò a Gerusalemme. Essi invece, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia in Pisìdia, e, entrati nella sinagòga nel giorno di sabato, sedettero. Dopo la lettura della Legge e dei Profeti, i capi della sinagòga mandarono a dire loro: «Fratelli, se avete qualche parola di esortazione per il popolo, parlate!». Si alzò Paolo e, fatto cenno con la mano, disse: «Uomini d’Israele e voi timorati di Dio, ascoltate>> (cfr At 13,13-25) .

Forse, a noi, questi nomi (Pafo, Perge, Antiochia …) dicono poco o nulla. Invece sono nomi, luoghi …che parlano e ci narrano dei primi passi dell’opera di evangelizzazione e di quanti accoglievano l’Evangelo di Gesù. Paolo comincia ad annunciarlo nelle sinagoghe, mostrando come le “promesse” di Dio si sono realizzate in Gesù di Nazaret, crocifisso, morto e risorto. Leggendo – in atteggiamento di ascolto ! – il libro degli Atti degli Apostoli, come stiamo facendo in questo Tempo di Pasqua – constatiamo come la Chiesa, fin dalle sue origini è missionaria, e lo è per sua natura. Lo Spirito Santo è il protagonista della missione… In comunione con gli apostoli e gli altri discepoli, sposi e molti laici, fin dalle origini del cristianesimo, hanno vissuto la loro missione, in quanto cristiani, in modo significativo e , a volte, determinante. Nel nostro tempo c’è una bella vivacità e fecondità del laicato, purché i laici non si lascino contagiare da mentalità e modalità clericali, che mirano più ad apparire ed esercitare un potere che servire senza particolari attese e pretese … <<Vieni, Santo Spirito, ravviva in ciascuno di noi, la coscienza e l’impegno per l’unica missione che il Signore Risorto ha affidato alla Sua Chiesa>>. Serena giornata! P. Antonio Santoro omi

<< Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.>> (cfr Gv 12, 44-50).

Siamo fatti per vivere nella luce. Non è un caso che abbiamo gli occhi. Ma abbiamo anche – e soprattutto – gli occhi della mente e dell’anima che anelano veder la “luce”… Sì, la Luce vera che illumina ogni zona buia o grigia della nostra esistenza, ma soprattutto illumina il senso e il fine della nostra vita terrena nella prospettiva dell’eterna Luce … “Luce” significa “energia” che si converte in luminosità, calore, forza, potenza, gioia … L’universo è luce e le sue distanze si misurano in anni luce … Siamo impastati di luce, eppure, non raramente, annaspiamo nelle “tenebre”: ciascuno conosce le sue “tenebre” … quelle che ostacolano il flusso di “energia” … “Io sono venuto nel mondo come luce…” Sappiamo per esperienza – che è sempre nuova! – che “stare” nella relazione con Gesù genera luce, come la dinamo nelle biciclette di un tempo che, a contatto con la ruota, e pedalando generava luce … Dobbiamo “pedalare”! Gesù ci chiede di essere non passivi e distratti, ma attenti, attivi, collaborativi nella relazione con Lui, quindi fidandoci ed affidandoci a Lui. Allora, anche noi, possiamo affermare invocandolo: <<Signore Gesù, alla tua luce vediamo la luce…>> . Serena giornata! P. Antonio Santoro omi

 << Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. >> (cfr Gv 15,9-17).
Gesù, non ci comanda di fare delle “cose”, tanto meno cose “impossibili”. Ci chiede semplicemente di qualificare le nostre relazioni secondo quello che il Creatore e il Redentore hanno iscritto in ogni nostra cellula, l’amore e l’amore reciproco: “Amatevi come io vi ho amato”. E la misura dell’amore secondo Gesù è il dono della vita, così come Lui l’ha donata per ogni sua creatura. Per la maggioranza non si tratta di donare la vita nella forma del martirio di sangue. Ma donare la vita, goccia dopo goccia … : Nelle relazioni, spesso difficili, complesse e complicate della quotidianità coniugale e familiare … Nelle relazioni tra figli, e questi e i genitori … Nei posti di lavoro … Nella sofferenza personale e nella cura di persone malate, anziane, sole … Negli ambiti della politica e dell’amministrazione della “cosa pubblica” … Nelle nostre comunità ecclesiali… Va bene fare processioni, tridui, novene, tredicine, pellegrinaggi, feste religiose … ma non dimentichiamo che la priorità va data, sempre e comunque, al “comandamento” di Gesù : “ Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”. Tutto il resto ha senso alla luce di questo comandamento e se ispirato e alimentato da questo amore. Vivendo e relazionandoci così, sperimenteremo la vera “amicizia” con Dio e tra di noi. <<Santo Spirito, Amore unitivo tra il Padre e il Figlio, insegnaci a ritornare sempre all’essenziale della nostra fede: amarci come Gesù, cominciando e ricominciando sempre, ogni giorno, anzi, ogni momento, dalle piccole cose, gesti, parole … >>. Serena giornata! P. Antonio Santoro omi

<< Le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce.>> (cfr Gv 10, 1-10) .

Ecco la diagnosi che ci viene fatta da Gesù stesso: Quando non seguiamo Lui, la causa sta nel non conoscere e/o non riconoscere la Sua voce, perché distratti/attirati da tante altre “voci”… Più a monte c’è anche la mancanza costante e continua dell’<<ascolto>> della Sua Parola che ci educa a discernere la Sua voce dentro di noi e attorno a noi, negli altri, nelle situazioni della vita, nella natura stessa … Osservando la nostra personale esperienza di vita: Noi, io, tu … conosciamo la voce di Gesù? E se la conosciamo la seguiamo? Eventualmente cosa ci impedisce di conoscerla e/o di seguirla? <<L’anima mia, ha sete di te, mio Dio!>>. Serena giornata! P. Antonio Santoro omi

<< In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».>> (cfr Gv 10,27-30) .
Gesù, con tre verbi, sintetizza l’essenziale della relazione di ciascuno di noi con Lui: come nasce questa relazione e si alimenta (mediante l’ascolto), la sua qualità (conoscenza/esperienza), la fecondità di questa relazione (sequela/missione).
ASCOLTARE: É il primo atteggiamento-comportamento per entrare in una relazione…Ascoltare-discernere, tra le tante voci, la Sua voce di verità e d’amore … Sia nell’Antico Testamento (cfr Deuteronomio 6,5)  che nel Nuovo <<la fede nasce dall’ascolto>> ( Rm 10,17). Da ciò comprendiamo la necessità dell’ “ascolto” quotidiano della Parola di Dio, anche mediante lo stimolo di questi “Frammenti di Luce” . CONOSCERE: … La conoscenza, in senso biblico (e non solo) non deriva da un processo intellettuale (come acquisizione di nuovi dati prima sconosciuti), ma da una “esperienza”, da una “presenza”, appunto, da una relazione interpersonale, sempre più intima. La presenza di Gesù che ci guarda, ci ama, ci conosce e, mediante la Sua Parola, ci coinvolge nella relazione con Lui in un intimo dialogo in cui “il cuore parla al cuore” … SEGUIRE: Dall’ “ascolto” e dalla ”conoscenza” nasce e si alimenta la decisione di seguire Gesù e la “missione” che Lui affida a ciascuno… In breve: la decisione di conformare la nostra vita alla Sua, sempre, di nuovo, anche dopo ogni caduta, proprio in virtù del dinamismo della relazione d’amore caratterizzata dall’ “ascolto” e dalla ”conoscenza”. <<Signore Gesù, ascoltarti, conoscerti, seguirti dà senso pieno alla nostra esistenza nella prospettiva dell’eternità … >>. Serena Domenica! P. Antonio Santoro omi

<< In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».>> (cfr Gv 6,60-69) .

Dinanzi alla rivelazione del mistero pasquale (passione, morte, risurrezione) e del sacramento di questo mistero – l’Eucaristia, vero corpo e vero sangue di Gesù, Figlio di Dio – forse, anche noi siamo tentati di “tornare indietro”, di abbandonare il Maestro, nonostante le cose belle viste e sperimentate. Credere che in quel velo di pane e in quelle poche gocce di vino è presente Dio fatto carne e sangue, nostro alimento per la vita presente e per l’eternità, è davvero roba da folli crederci, oppure è frutto della sapienza e della creatività divina che sempre ci sorprende e che solo la fede e fiducia in Lui ci consente di accogliere e lasciarci coinvolgere nel suo mistero e , gradualmente, trasformarci in quell’Eucaristia che mangiamo … Allora, con umiltà e gratitudine, in atteggiamento di adorazione, contemplandolo in quella bianca ostia, come Pietro, affidiamoci a Colui che sempre e comunque si fida di noi: <<Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio >>. Serena giornata! P. Antonio Santoro omi