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Oasi della misericordia

Archivi del mese: Maggio 2019

<< Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».>> (cfr Lc 1,39-56).

Chiudiamo il mese di maggio – tradizionalmente dedicato alla Madonna – con questo bel testo che ci narra la visita di Maria alla cugina Elisabetta. Mi colpisce sempre questa “beatitudine” di Maria! La sua felicità, la sua pienezza di vita sta tutta nella fede: ella “ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto”. Credere nella parola del Signore è credere in Lui, è fidarsi e affidarsi a Lui … È così anche per noi? Non è forse vero che anche noi abbiamo sperimentato almeno un po’ quella beatitudine quando ci siamo fidati e affidati al Signore? Il demonio fa di tutto per insinuare, indebolire, scardinare quella fiducia … Stiamo attenti! Non stanchiamoci d’invocare l’aiuto dello Spirito: << Vieni, Santo Spirito, difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male…>>. Serena giornata! P. Antonio Santoro omi

<<Quando Sila e Timoteo giunsero dalla Macedonia, Paolo cominciò a dedicarsi tutto alla Parola, testimoniando davanti ai Giudei che Gesù è il Cristo. Ma, poiché essi si opponevano e lanciavano ingiurie, egli, scuotendosi le vesti, disse: «Il vostro sangue ricada sul vostro capo: io sono innocente. D’ora in poi me ne andrò dai pagani».>> (cfr At 18,1-8 ).

Gesù è il Cristo! Gesù è il Messia atteso, preannunciato dai profeti. Paolo, conquistato da Gesù, a lui si dona in modo appassionato. Viste la sua appartenenza al popolo giudaico e la sua formazione alla rigida scuola dei farisei, Paolo ritiene che sia proprio questo popolo il primo destinatario dell’annuncio cristiano. Per questo, in ogni luogo e città, la sua predicazione è rivolta sempre agli ebrei dentro e fuori delle sinagoghe. Ma il rifiuto, a volte violento, degli ebrei, inducono Paolo all’evangelizzazione del mondo pagano. Paolo vive questo rifiuto come una grande ferita nella sua propria carne … La delusione e la sofferenza non lo bloccano, perché il centro della sua vita era quel Cristo che annunciava. Voglia Dio che, anche noi, non ci blocchiamo dinanzi ai rifiuti, ai dolori, alle delusioni che il vivere su questa terra, a volte, in modo più o meno intenso, porta con sé … Invochiamo lo Spirito Santo perché ci sostenga nel cammino della vita: <<Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo. Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto conforto…>>. Serena giornata! P. Antonio Santoro omi

<< In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».>> (Gv 16,12-15).

Gesù, poteva comunicare tante altre cose riguardanti il mondo ed il mistero di Dio … Eppure, da buon pedagogo, preferisce non farlo. Egli sa che per tutto e per tutti c’è un tempo di graduale conoscenza e realizzazione, un tempo diverso per ognuno. A volte, quanti errori abbiamo fatto – facciamo ! – per la fretta di dire …fare … fidandoci più delle nostre sensazioni e conoscenze, che della “voce”, spesso molto sottile, dello Spirito … Gesù ci dona lo Spirito Santo come divino compagno di viaggio lungo i sentieri del tempo e della nostra storia personale dentro la storia della propria famiglia, del nostro mondo, della Chiesa … Alleniamoci ad ascoltare e discernere la “voce” dello Spirito, chiedendo la grazia di attuare quanto ascoltiamo… <<Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce…>>. Serena giornata! P. Antonio Santoro omi

<< In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «…Io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato»>> (cfr Gv 16,5-11).

Dopo l’ascensione di Gesù, come Chiesa, viviamo nel tempo dello Spirito, il “Paraclito”! Egli ci accompagna nel cammino dell’esistenza terrena, tesse gradualmente la nostra relazione personale e comunitaria con Gesù e ci conduce all’unione con Dio. La Parola di Dio ci sta preparando alla solennità di Pentecoste per familiarizzare con la Divina Persona dello Spirito Santo. Invochiamolo: << O Spirito Paraclito, uno col Padre e il Figlio, discendi a noi benigno nell’intimo dei cuori. Voce e mente si accordino nel ritmo della lode, il tuo fuoco ci unisca in un’anima sola. O luce di sapienza, rivelaci il mistero del Dio trino e unico, fonte di eterno Amore. Amen. >>. Serena giornata! P. Antonio Santoro omi

<<Ad ascoltare c’era anche una donna di nome Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiàtira, una credente in Dio, e il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo. Dopo essere stata battezzata insieme alla sua famiglia, ci invitò dicendo: «Se mi avete giudicata fedele al Signore, venite e rimanete nella mia casa». E ci costrinse ad accettare.>> (cfr At 16,11-15).

Questo episodio/testimonianza, è bellissimo nella sua semplicità, concretezza e freschezza di narrazione. Quando non facciamo resistenza alla Parola e il nostro “ascolto” è sincero, attivo, accogliente, il “Signore apre il cuore” della persona che ascolta: così fu per Lidia, così per noi … E, in un misterioso e reale dialogo tra la grazia di Dio e la nostra libertà, aderiamo alla Parola che salva e viene ravvivata in noi la grazia del battesimo in un crescendo di unione con Dio e di disponibilità alla condivisione di ciò che si è e si ha: Lidia convertita mette a disposizione la sua casa … <<Signore Gesù, apri il nostro cuore per aderire alla tua Parola di salvezza >>. Serena giornata! P. Antonio Santoro omi

<< In quei giorni, alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: «Se non vi fate circoncidere secondo l’usanza di Mosè, non potete essere salvati». Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.>> (cfr At 15,1-2.22-29).

Accogliere la buona, bella e nuova “notizia” che Gesù, il Nazareno, il Crocifisso Risorto, è l’unico Salvatore, non è stato, e non è, per nulla facile. Per un ebreo, ieri – ma per tanti e tanti altri non ebrei lungo i secoli, fino ad oggi ed oltre – è inconcepibile pensare che la salvezza venga da Gesù e solo da lui. Anzi, in una cultura – come quella soprattutto occidentale – inzuppata di varie forme di ateismo, si rifiuta persino l’idea che ci possa essere bisogno di una salvezza: salvati da chi e da che cosa? In una visione materialista dell’esistenza, il male è dovuto al “destino” , a combinazioni astrali, a reazioni biochimiche, comunque a “forze oscure” … Ma, se ascoltiamo bene il cuore umano – ciascuno il suo cuore! – lo troviamo in qualche modo “ferito” e, quindi, bisognoso di guarigione … di salvezza… La rivelazione biblico-cristiana ci manifesta l’origine della prima grande ferita e delle altre, così pure della via della guarigione …<<Santo Spirito, rendi docile il cuore di ogni essere umano per conoscere e accogliere il Mistero eterno della salvezza rivelato nella Persona di Gesù, annunciato e testimoniato dalla Sua Chiesa …>>. Serena domenica. P. Antonio Santoro omi

<< « Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».>> (cfr Gv 15,18-21).

A volte ci meravigliamo – e, forse, anche protestiamo col Signore – per le persecuzioni di cui sono oggetto i cristiani, anche e soprattutto nel nostro tempo. Dimentichiamo però le parole di Gesù che leggiamo nel Vangelo di oggi: persecuzione e accoglienza del Suo messaggio, meglio, della Sua Persona, vanno insieme. C’è chi ama e c’è chi odia Gesù e la Sua Chiesa. È e sarà così fino alla fine del tempo … Chi vive da cristiano, per alcuni suscita ammirazione e attrazione, ma per altri fastidio fino ad essere odiato proprio perché cristiano che opera il bene, e così facendo contrasta ogni forma di male e, possibilmente, lo previene… Questi fenomeni accadono già dentro le famiglie e le parentele … <<Santo Spirito, concedici il dono della perseveranza nelle prove e nelle vare forme di persecuzione sofferte per il Nome di Cristo Gesù>>. Serena giornata! P. Antonio Santoro omi

<< «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando.>> (cfr Gv 15,12-17).

Alla scuola di Gesù impariamo cosa caratterizza la vera “amicizia”: l’amore reciproco; e la misura di questo amore è il dono della propria vita, offerta spesso “goccia dopo goccia” … È evidente – e l’esperienza ce lo dice abbondantemente … – che, quando manca questa reciprocità e la misura di questo amore, non possiamo parlare di amicizia in una relazione interpersonale. Quella relazione è un’altra cosa …L’amicizia vera è un bene molto prezioso e raro … Cerchiamo di crescere in amicizia con Gesù, così impareremo ad attivare, sviluppare e mantenere processi di autentica amicizia dentro e fuori le pareti domestiche … <<Santo Spirito, rafforza e conserva in noi questo santo proposito: impegnarci per essere veri amici, almeno facendo la nostra parte …>>. Serena giornata! P. Antonio Santoro omi

<< In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».>> Gv 15, 9-11).

L’amore autentico è sempre centrato sull’altro, sul dono di sé all’altro … Invece, molto spesso chi dice di amare è “autoreferenziale” -anche nelle realazioni intrafamiliari ! – cioè, ha come punto di riferimento il proprio modo di sentire, pensare, vedere, quindi agisce di conseguenza. L’amore cristiano, in particolare, mette al centro non se stessi, ma l’altra persona. Da qui deduciamo che occorre una conversione continua, perché questa dinamica dell’amore esige un ”esodo” costante da sé all’altro. La necessità di questo esodo manifesta la nostra natura di “pellegrini” dell’amore verso l’eterno Amore: Dio! In questa luce, comprendiamo che amiamo Dio non quando agiamo avendo come criterio fondamentale ciò che pensiamo e sentiamo emotivamente ed affettivamente, ma quando ci lasciamo illuminare dalla Sua Parola e la mettiamo in pratica, superando ogni comprensibile resistenza ed ostacolo … La vera gioia sboccia proprio da questo “morire” a se stessi… È paradossale? Ma è così! È “morendo” che si nasce a nuova vita e si sperimenta la gioia vera, quella che viene da Dio. <<Santo Spirito, donaci sempre questa gioia vera!>>. Serena giornata! P. Antonio Santoro omi

<< Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca;>> (cfr Gv 15, 1-8).

Penso che non ci sia bisogno di spendere parole per dimostrare che quando non rimaniamo in Gesù facciamo danni a noi stessi e agli altri; sì, anche agli altri in modo diretto o indiretto perché siamo membra di un solo corpo. Quando rimaniamo rigidamente arroccati nei nostri pensieri e nelle nostre convinzioni/presunzioni, nei nostri sentimenti, emozioni e passioni, quindi, quando siamo autoreferenziali sia come singoli che come insieme di individui ( famiglie e aggregazioni di diversa natura e appartenenza …), non portiamo frutto e, comunque, se ci sarà qualche frutto, sarà acerbo … Per rimanere in Gesù, dobbiamo sceglierlo continuamente e dobbiamo lasciarci “potare”… La “potatura” ( come ci insegna l’osservazione dei processi della natura …) è condizione essenziale per la fecondità della “vite” e di ogni “vita” e “relazione”. Senza potatura c’è tanto fogliame, la pianta si indebolisce e prima o poi muore … Nella potatura ogni “vite/a” geme … Ma ogni gemito, se vissuto nella sequela di Gesù, è preludio e annuncio del nuovo e buon vino che fa lieta ogni esistenza … Oggi sono innestato nella “vite”? Mi lascio “potare” per portare più frutto? <<Signore Gesù, sii sempre tu il frutto prezioso della relazione con te, e non le “cose” … >>. Oggi memoria liturgia di Santa Rita. Auguri e la nostra corale preghiera a chi porta il nome di questa santa dei “casi impossibili”! Serena giornata! P. Antonio Santoro omi