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Oasi della misericordia

Archivi del mese: Aprile 2019

<<La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune … Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.>> (cfr At 4,32-37).

Dinanzi al tesoro inestimabile che è il Crocifisso Risorto, Cristo Gesù, tutto il resto era assolutamente secondario. Soltanto il “possesso” di questo “Bene” relativizza ogni altro bene e spinge a condividerlo con chi è nel bisogno. La fede in Gesù non riguarda solo i beni spirituali, ma, se è davvero tale, purifica lo sguardo per individuare chi ha bisogno e dona la forza per prendersene cura in modo molto concreto e secondo le proprie effettive possibilità. Se vogliamo essere veri – e non possiamo non esserlo! – ogni singolo cristiano ed ogni forma di comunità cristiana deve, dobbiamo, interrogarci sulla concretezza e la generosità della nostra condivisione con i “poveri” dai tanti volti … <<Vieni, Santo Spirito, ravviva la nostra fede perché possiamo condividere ciò che siamo e abbiamo con chi è privo del necessario>>. Serena giornata! P. Antonio

 <<Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tutti i suoi benefici. Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue infermità, salva dalla fossa la tua vita, ti circonda di bontà e misericordia.>> (cfr Salmo 102/103).
La gratitudine sboccia dalla consapevolezza di sapersi amati, perdonati, baciati dalla Grazia … Dinanzi alle difficoltà, l’inquinamento della mente e dell’anima, quanto mi fa bene pregare con queste parole: <<Benedici il Signore anima mia…>>. Parole che danno serenità al cuore e luce agli occhi … fanno giornata!
P. Antonio

<<Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».>> (cfr Gv 20,19-31).

Tommaso non crede alla testimonianza degli altri apostoli che avevano già visto Gesù risorto. Tommaso era chiuso nella sua incredulità! Lui voleva “vedere” … “toccare” … “verificare” personalmente che il Nazareno era risorto dai morti… Gesù asseconda il desiderio di Tommaso per una sovrabbondante misericordia; ma, ieri a lui, oggi a noi – e alla creatura umana di ogni tempo – indica la via giusta: “Non essere incredulo, ma credente!”. Il nostro tempo, e la nostra cultura, così imbevuta di razionalismo, di sensismo, è poco disposta, anzi non raramente ostile al mistero e all’accoglienza della testimonianza di Gesù di Nazareth, morto e risorto, Lui il Signore… Voglia Dio che, come Tommaso, possiamo emettere la nostra bella professione di fede: «Mio Signore e mio Dio!». Serena Domenica e Buona Festa della Divina Misericordia! P. Antonio

<<In quei giorni, i capi, gli anziani e gli scribi, vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni … Li fecero uscire dal sinedrio e si misero a consultarsi fra loro dicendo: «Che cosa dobbiamo fare a questi uomini? Un segno evidente è avvenuto per opera loro … Ma perché non si divulghi maggiormente tra il popolo, proibiamo loro con minacce di parlare ancora ad alcuno in quel nome». Li richiamarono e ordinarono loro di non parlare in alcun modo né di insegnare nel nome di Gesù. Ma Pietro e Giovanni replicarono: «Se sia giusto dinanzi a Dio obbedire a voi invece che a Dio, giudicatelo voi. Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato».>> (cfr At 4,13-21).

Uomini che prima avevano tradito il loro Maestro, Cristo Gesù, ora non possono tacere ciò che hanno “visto” e “ascoltato”. Che trasformazione radicale! Una forza insopprimibile li spingeva interiormente ad agire non curanti di quanto sarebbe accaduto loro a causa, appunto, della loro testimonianza e predicazione. Soltanto la forza proveniente dallo Spirito del Risorto può spiegare il loro coraggio e la loro determinazione nell’opera di evangelizzazione. Così, così oggi, in un mondo in cui i cristiani vengono perseguitati in diverso modo e massacrati: questo fenomeno, purtroppo è cronaca!! <<Santo Spirito, dona anche a noi la forza e il coraggio di testimoniare: Il Signore, Gesù di Nazareth, è risorto, alleluia!>>. Serena giornata! P. Antonio

<< Allora Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo. In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».>> (cfr Atti degli Ap 4,1-12).

Accogliamo la testimonianza di Pietro che da traditore diventa testimone audace di Gesù. Pietro non ha più da salvare la sua immagine e la sua pelle, perché tutto ormai si è donato al suo Maestro e Salvatore: Gesù Cristo, il Nazareno, solo nel cui nome c’è salvezza. Ormai da qualche tempo, da parte di noi cristiani e cattolici si teme di affermare che Gesù è l’unico Salvatore. Perché? Si dice: Per non offendere i credenti di altre appartenenze religiose e per non apparire “integralisti”. Ma, affermare che solo in Gesù c’è salvezza, non significa negare i valori presenti in altre religioni e che quindi non si possa collaborare per raggiungere degli obiettivi in ordine al bene comune. Anzi, proprio perché Gesù è l’unico Salvatore che – donandoci il suo Spirito – ci dà la possibilità d’individuare e valorizzare il positivo che c’è in ognuno e in ogni realtà religiosa e associativa. Volesse il cielo che anche gli altri riconoscessero e valorizzassero il tanto positivo che c’è stato e c’è nelle Comunità che professano la fede cristiana e nella Chiesa Cattolica …!! Rallegriamoci perché Pietro ci trasmette la fede in modo “integrale”, e non temiamo di custodire questa stessa fede, di viverla e di annunciarla. << Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci in esso ed esultiamo!>>. Serena giornata! P. Antonio

<<Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.>> (cfr Lc 24,35-48).

“Pace a voi!” … La vera pace è dono prezioso del Risorto. Chi non desidera questa pace? Eppure, spesso sperimentiamo conflittualità – nelle sue molteplici forme e gravità, dentro di noi e nelle relazioni con gli altri … – perché? Pur essendoci tante motivazioni, una mi sembra che stia alla radice più di altre: la mancanza di fede nel Risorto. Infatti, dove c’è una “croce” senza la prospettiva della risurrezione, si sperimenta “inquietudine”, cioè una condizione di “non-quiete” … E il “dubbio” inquina le relazioni fondamentali : con Dio, con sé, con gli altri … Ma il nostro Dio non si rassegna alla nostra incredulità, e non smette mai di ripeterci: “Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io!” Che il dubbio, l’inquietudine, la conflittualità lascino il posto allo stupore: << O Signore, Signore nostro, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra! Che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell’uomo, perché te ne curi?>> (Dal Salmo 8). << Il Signore è veramente Risorto, Alleluia!>>. Serena giornata! P. Antonio

Domenica 28 Aprile

ore 17.30

Inaugurazione

AREA RICREATIVA 

In memoria di

CARLO MARIA SANTORO 

 VOGLIA di BENE

Domenica 28 Aprile 2018

Festa della Divina Misericordia

ore 18.00 Santa Messa

presieduta da S. E. Mons. Francesco Milito  vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina  -Palmi

<< Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. >> (cfr Lc 24,13-35).

I due discepoli di Gesù, dopo la crocifissione del Maestro, tristi e senza speranza, facevano ritorno al loro villaggio, Emmaus. Gesù si unisce ai due sconsolati, ma loro non lo riconoscono. E come puoi riconoscere Gesù se non credi e non ti fidi di lui? Capita anche a noi di non vederlo, di non riconoscerlo, quando il cuore è oscurato … Ma i nostri occhi cominciano a vedere … e il Suo volto si illumina … quando ci apriamo all’accoglienza delle Scritture … È proprio vero quello che afferma il salmista: <<Lampada ai miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino>> . E il nostro cuore comincia ad ardere d’amore, come accade ai due di Emmaus. Con rinnovata consapevolezza e coscienza, affermiamo la nostra principale professione di fede: << Il Signore è veramente Risorto, Alleluia!>>. Serena giornata! P. Antonio

<< Se siete risorti con Cristo, cercate le cose del cielo, dove Cristo siede alla destra di Dio; gustate le cose del cielo. Alleluia.>> (cfr Col 3,1-2)>>.

“Le cose del cielo” : sono le realtà che non passano, che restano per l’eternità. Eppure tutti, anche se in modo diverso, facciamo fatica – a volte non solo fatica, ma accendiamo conflitti e perfino guerre … – perché cerchiamo e ci attacchiamo a “cose” che , prima o poi, vedranno la fine. Resta solo il bene desiderato e perseguito con perseveranza. Resta il bene possibile che siamo chiamati a fare e facciamo, qui ed ora. Resta l’amore vissuto: i tanti piccoli gesti di amore, spesso nascosti agli altri, ma non a Colui vede nel segreto … Sì cerchiamo le “cose del cielo” seguendo le ispirazioni del “cuore” che custodisce un pezzo di quel cielo, essendo dimora del Divino… << O Dio, che nei sacramenti pasquali hai dato al tuo popolo la salvezza, effondi su di noi l’abbondanza dei tuoi doni, perché raggiungiamo il bene della perfetta libertà e abbiamo in cielo quella gioia che ora pregustiamo sulla terra.>> (Dalla Preghiera di Colletta, Messa di oggi). Il Signore è veramente Risorto, Alleluia! P. Antonio