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Oasi della misericordia

Archivi del mese: gennaio 2019

San Giovanni Bosco.

<< Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è degno di fede colui che ha promesso. Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone. >> (cfr Eb 10,19-25 ).

“Prestiamo attenzione …” e penso al prendersi cura dei fanciulli, dei ragazzi, dei giovani … Penso all’importanza e all’emergenza educativa nel nostro tempo e nella nostra cultura, soprattutto occidentale. “Educare” non è impresa facile, soprattutto oggi! Desidero, pertanto, condividere con ciascuno di Voi – destinatari di questi “Frammenti di Luce” e, tramite Voi tanti altri … – un breve pensiero; ma è più che un semplice pensiero di San Giovanni Bosco, grande testimone della fede e maestro dei giovani. Egli, dinanzi alle concrete difficoltà della relazione educativa, così sosteneva i suoi Salesiani: <<Dal momento che sono i nostri figli, allontaniamo ogni collera quando dobbiamo reprimere i loro falli, o almeno moderiamola in maniera che sembri soffocata del tutto. Non agitazione dell’animo, non disprezzo negli occhi, non ingiuria sul labbro; ma sentiamo la compassione per il momento, la speranza per l’avvenire, ed allora voi sarete i veri padri e farete una vera correzione.

In certi momenti molto gravi, giova più una raccomandazione a Dio, un atto di umiltà a lui, che una tempesta di parole, le quali, se da una parte non producono che male in chi le sente, dall’altra parte non arrecano vantaggio a chi le merita. Ricordatevi che l’educazione è cosa del cuore, e che Dio solo ne è il padrone, e noi non potremo riuscire a cosa alcuna, se Dio non ce ne insegna l’arte, e non ce ne mette in mano le chiavi. Studiamoci di farci amare, di insinuare il sentimento del dovere del santo timore di Dio, e vedremo con mirabile facilità aprirsi le porte di tanti cuori ed unirsi a noi per cantare le lodi e le benedizioni di colui, che volle farsi nostro modello, nostra via, nostro esempio in tutto, ma particolarmente nell’educazione della gioventù>>. Immagino realisticamente che non pochi vivono situazioni quali quelle descritte da Don Bosco … Allora, più d’ogni altra cosa, vale una preghiera. Pertanto, insieme preghiamo: <<Signore, Divino Maestro, insegnaci l’arte del cuore, l’arte di educare con la tenerezza, fermezza, perseveranza, fiducia, speranza di Maria, tua e nostra Madre >>. San Giovanni Bosco interceda per chi ha la preziosa ed ardua missione educativa. Buona giornata! P. Antonio

<<E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno». >> (cfr Mc 4,1-20).

Oggi siamo Noi, ciascuno, gli interlocutori e i destinatari della Parola. Leggendo-ascoltando e meditando il testo evangelico possiamo individuare il tipo di terreno che siamo e la quantità di frutto che produce … La Parola è sempre feconda, a noi il compito di curare il terreno. In particolare stiamo attenti a che la Parola non venga soffocata da preoccupazioni, seduzioni, passioni, attaccamento alla ricchezza … <<Signore Gesù, Divino seminatore, donaci sempre con abbondanza la tua Parola, te stesso! E la grazia di accoglierti, perché con te porteremo frutto …>>. Buona giornata! P. Antonio

<<In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre». >> (Mc 3,31-35).

É molto bello questo episodio evangelico, e molto istruttivo! I legami veramente forti, intensi e che generano autentica libertà, non sono tanto quelli di sangue, ma quelli generati dallo Spirito, dall’appartenenza a Cristo Gesù. “Fare la volontà di Dio” non è una negazione di sé, ma un potenziamento del vero sé e delle relazioni interpersonali.. Infatti facendo la volontà di Dio entriamo sempre più in intimità con lui e con quanti si coinvolgono in questo flusso misterioso di vita umano-divina … In altre parole: Fare la volontà di Dio è “stare” dinamicamente in Dio. E chi “sta” in Dio partecipa della Sua capacità generativa che è paterna, materna, filiale, fraterna, cosmica perfino … Chi fa la volontà di Dio veramente, ascoltandosi, percepisce nelle profondità del suo essere il calore dell’intimità con Lui e, in qualche modo, anche con altri … Provare per costatarne la verità ed esserne confermati ed incoraggiati a perseverare … <<Santo Spirito, rendici docili alla volontà del Padre, per essere veri familiari di Dio, nella comunione dei santi, di quelli già arrivati e di noi che siamo ancora in cammino… >>. Buona giornata! P. Antonio

<<Ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli [Cristo] è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso >> (cfr Eb 9,15.24-28).

Cristo Gesù ci salva mediante il dono di sé. Ed anche noi , per sua grazia, possiamo entrare dentro questo dinamismo di salvezza attraverso il dono di noi stessi, come afferma chiaramente l’apostolo Pietro: <<La carità copre una moltitudine di peccati>> (1Pt 4,8). Allora, costelliamo le nostre giornate con piccoli atti di amore e contribuiremo alla salvezza nostra e di altri, tanti, cominciando dai più vicini… <Per il tuo e nostro amore di misericordia, salvaci, Signore >. Buona giornata! P. Antonio

<< Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. >> (cfr Lc 1,1-4; 4,14-21).

Forse anche noi, qualche volta, ci siamo chiesti se quanto leggiamo nei Vangeli è veritiero oppure è frutto di tendenze/mode culturali o di una proiezione del sentimento religioso o altro ancora … Il medico Luca, con la concretezza vitale della scienza e pratica medica, decide di fare “ricerche accurate” sugli “avvenimenti” “compiuti” e “trasmessi” “da coloro che “furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola”. Dinanzi a queste affermazioni c’è poco da ironizzare o fantasticare … Onestà intellettuale esige che ci si fermi e si prenda sul serio la veridicità dei Vangeli .Veridicità che si fonda sia sulla impietosa e fruttuosa critica storica relativa ai Vangeli, sia sull’incidenza della Parola evangelica nella vita delle persone. E, non penso solo ai santi dichiarati tali. Penso alla nostra vita. Ho forse dato la mia mia aderendo ad una idea o ideale religioso astratto per quanto bello? E voi, a chi date credito e chi o cosa seguite? Certamente una “prova” sicura della veridicità dei Vangeli è la potenza e la forza incisiva e trasformante della Parola dell’Evangelo, così come ci è stato trasmesso. In questa parola c’è un’energia rivoluzionaria che si attiva e gradualmente trasforma persone, coppie, famiglie, comunità, società nella misura in cui la si accoglie… << Le tue parole, Signore, sono spirito e vita. >>. Buona domenica! P. Antonio

<< Rendo grazie a Dio che io servo, come i miei antenati, con coscienza pura, ricordandomi di te nelle mie preghiere sempre, notte e giorno. Mi tornano alla mente le tue lacrime e sento la nostalgia di rivederti per essere pieno di gioia. Mi ricordo infatti della tua schietta fede, che ebbero anche tua nonna Lòide e tua madre Eunìce, e che ora, ne sono certo, è anche in te. Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani. >> (cfr 2Timoteo 1,1-8).

In queste parole di Paolo, rivolte al discepolo Timoteo, traspare la semplicità, la bellezza, il calore delle relazioni umane intrise di fede e di amore. Paolo si commuove e ha nostalgia di vedere il discepolo e figlio spirituale Timoteo. Prega costantemente per lui; mentre ricorda la fede di Timoteo, elogia quella della nonna e della madre di lui. Nelle parole di Paolo emerge un quadro limpido di come si vive il dono immenso e straordinario della fede in Cristo Gesù nell’ordinario delle relazioni. <<Paolo, appassionato di Cristo Gesù, oggi ricordiamo la tua conversione e ti chiediamo d’intercedere per noi, ancora pellegrini, perché possiamo trasmettere/testimoniare la fede in famiglia, mediante la carità vissuta nelle tante piccole cose quotidiane, tessere relazioni autentiche, far fruttare i doni ricevuti … >>. Buona giornata! P. Antonio

<< In quei giorni, Saulo, spirando ancora minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco, al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme tutti quelli che avesse trovato, uomini e donne, appartenenti a questa Via. E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». Ed egli: «Io sono Gesù, che tu perseguiti! Ma tu alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare». >> (cfr At 9,1-22).

Questo evento di salvezza sta all’origine della conversione dell’apostolo Paolo e segna in modo indelebile la sua vita e la sua missione. Scherzi di Dio ricco di misericordia che trasforma Paolo da persecutore a testimone ineguagliabile. Paolo non è un fanatico o un rigido integralista. Tutta la persona di Paolo ardeva del fuoco d’amore per quel Gesù che gli era apparso sulla via di Damasco. Per questa esperienza folgorante di Cristo, Paolo potrà dire un giorno: “Per me vivere è Cristo, morire un guadagno”. Gesù di Nazaret, quel Gesù storico, si è rivelato a lui come il Messia atteso – appunto il Cristo ! – e Figlio di Dio. Quando leggiamo le lettere di Paolo e quanto ci dicono di lui gli Atti degli Apostoli, dovremmo richiamare alla memoria quel primo straordinario evento che ha totalmente trasformato la vita di Saulo di Tarso. Anche nella nostra vita c’è stato un incontro/evento che , in qualche modo, ci ha segnato e ci siamo messi alla sequela di Gesù…<<Santo Spirito, quando le “nubi” si addensano nella nostra esistenza, ravviva in noi la memoria di quel “tempo”, di quell’<evento> in cui siamo stati “illuminati” … Così attingeremo forza per riprendere il cammino …>>. Buona giornata! P. Antonio.

<< *Sacrificio e offerta non gradisci, gli orecchi mi hai aperto, non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato. Allora ho detto: «Ecco, io vengo». * «Nel rotolo del libro su di me è scritto di fare la tua volontà: mio Dio, questo io desidero; la tua legge è nel mio intimo». >> (cfr Salmo 39/40).

Oggi, nelle nostre relazioni ( con Dio, con noi, con gli altri …) lasciamoci ispirare dalle parole sapienti di questo salmo per conoscere quali sono i nostri “desideri” più profondi che orientano la nostra esistenza. Quale è il “desiderio” di oggi che mi guida e mi sostiene? Dio non ci chiede “cose”, ma ci esorta e ci educa alla “relazione” speciale con lui. “Fare la volontà di Dio”, non è fare delle cose, ma è “stare dinamicamente” nella relazione con lui. In questo “stare” viene generato quel “fare” in ordine al vero ed integrale bene delle persone, ovunque ed in qualunque situazione e condizione si trovino. Per questo, consapevoli dei nostri limiti e della nostra dignità di figli di Dio, osiamo pregare: <<Ecco, io vengo, o Dio, per fare la tua volontà>>. Buona giornata! P. Antonio

<<In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire. >> (Mc 3,1-6 ).

Che bello constatare questa attenzione di Gesù alla persona, soprattutto alla persona che ha bisogno, che soffre… Lo zelo per il bene della persona induce Gesù a trasgredire perfino la legge mosaica sul riposo in giorno di sabato. Norma, a cui i farisei presumevano di essere fedeli. Purtroppo, quando si ha il “cuore indurito” (per diversi motivi), ieri come oggi, non c’è capacità di guardare l’altro così come si trova, spesso bisognoso … ; guardarlo e farsi prossimo, se necessario pagando di persona, come Gesù. <<Signore Gesù, tu sei stato un profeta scomodo; noi, a volte, siamo piuttosto accomodanti, annacquando così la verità della tua persona e del tuo messaggio. Non sia più così per essere, e non solo chiamarci, cristiani >>. Buona giornata! P. Antonio

<< Fratelli, Dio non è ingiusto da dimenticare il vostro lavoro e la carità che avete dimostrato verso il suo nome, con i servizi che avete reso e che tuttora rendete ai santi. Desideriamo soltanto che ciascuno di voi dimostri il medesimo zelo perché la sua speranza abbia compimento sino alla fine, perché non diventiate pigri, ma piuttosto imitatori di coloro che, con la fede e la costanza, divengono eredi delle promesse.>> (cfr Eb 6,10-20).

Dio non dimentica il nostro impegno e la nostra fatica per realizzare il bene secondo la carità. Egli ci chiede di perseverare con zelo reagendo alla tentazione che col tempo tende ad affievolire le emozioni e l’entusiasmo del nostro agire-bene. Perseverando nella speranza e nella carità si realizzeranno le “promesse” di Dio: un “nuovo” popolo, una “nuova ed eterna alleanza”, preludio di quella definitiva, quando “Dio sarà tutto in tutti” … << Maria, fa’ che sappiamo imparare da te la perseveranza nella fede, nella speranza, nella carità per generare frutti di bene nei nostri ambienti di vita …>>. Buona giornata! P. Antonio