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Oasi della misericordia

Archivi del mese: dicembre 2018

31 dicembre 2018. Carissimi, concludendo questo anno, mi piace condividere un mio breve scritto sul tempo – “In primo piano” – che fluisce nella prospettiva dell’eternità . A ciascuno ed a tutti auguro di vivere, il tempo che il Signore ci dona, protesi verso la destinazione eterna dando così senso e valore a tutto ciò che facciamo e alle relazioni che tessiamo. Pertanto, affidiamo al Signore del tempo e d’ogni vita il Nuovo Anno, grati per quello vissuto. P. Antonio.

<< In Primo Piano.

Come un’immagine

in dissolvenza,

questo mondo, le sue logiche

ed ogni suo interesse,

sbiadiscono

sullo sfondo …

La sua bellezza ammiro,

ma non m’attrae.

Dall’orizzonte emerge, sempre più,

il mondo dell’Eterno,

che non passa e illumina di senso

ogni piccolo gesto,

nel tempo che fluisce

verso il suo compimento

e la sua pienezza …

(P. Antonio Santoro omi) >>.

<<Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato. >> (cfr 1Gv 3,1-2.21-24).

“Credere in Gesù” ! Ecco la “novità” della fede cristiana (rispetto a quella ebraica e ad ogni altra appartenenza religiosa). Questa non è un sistema culturale, filosofico, etico, ma fede in una persona: la Persona di Gesù, vero Dio e vero uomo. Credere nel nome [= nella persona] di Gesù: questo è “il” comandamento di Dio Padre. Ogni altro comandamento e norma hanno in Gesù il loro fondamento e la possibilità di essere vissuti. Lo stesso “amore reciproco” (in famiglia e in altri contesti e relazioni) è possibile viverlo, e viverlo in pienezza, se siamo radicati nella fede in Gesù. Tutti ci possiamo rendere ben conto che cambia molto o tutto nella nostra vita quotidiana quando facciamo le cose per il Signore Gesù o quando le facciamo perché siamo “obbligati” a farle, farle per “dovere”. Sarebbe come dire che si ama per dovere. L’amore è causa ed effetto di una relazione interpersonale che, nella prospettiva cristiana, ha il suo fondamento e alimento nella relazione con Gesù. Fuori da questa visione annaspiamo tutti, “mettiamo pezze”, come si suole dire. Comunque, ciascuno può darsi altre spiegazioni-tampone per dare senso alla sua esistenza e, soprattutto, quietare la drammaticità dell’esistenza …<<Signore Gesù, per la fede in te, rimani in noi con il dono del tuo Spirito>>. Buona Festa della Santa Famiglia. Oggi una preghiera molto particolare per tutte le famiglie, vere cellule della società e della Chiesa. Buona domenica! P. Antonio

<<Figlioli miei, da questo sappiamo di avere conosciuto Gesù: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità. Chi invece osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto. >> (cfr 1Gv 2,3-11).

La “conoscenza” di Gesù non è tanto acquisizione di dati storici, culturali, morali, spirituali. “Conoscere” Gesù significa fare “esperienza” di intimità con lui qui ed ora, e poi ancora … L’<esperienza> non è legata principalmente ad “effervescenze” religiose emotive, ma alla fedeltà ai “comandamenti”. Quali? Il comandamento “antico”: Ama Dio e il prossimo; e il comandamento “nuovo”: <<Amatevi gli uni gli altri “come” io vi ho amato>> (Gv 13,34). Ma c’è di più. Il nostro Dio, che si è rivelato come Amore, Trinità d’Amore, ci chiede di amarci con quello stesso amore che è la Vita stessa della Trinità: il loro reciproco amarsi che è lo Spirito Santo, Persona-Amore <<effuso nei nostri cuori>> (cfr Lettera di San Paolo ai Romani 5,5). Lo sappiamo: sono rivelazioni che fanno scoppiare la testa e il cuore fino al limite della incredulità o, comunque, del dubbio, vista la fatica che facciamo non solo ad amarci, ma almeno “rispettarci” nella nostra dignità di esseri umani. Dio-Amore ha scommesso troppo, anzi tutto sulla sua creatura: su di me, su di te, su voi sposi! Eppure siamo, a dir poco, così distratti, a volte (o, forse, spesso), così avvitati su noi stessi da imbavagliare, soffocare e, comunque, vanificare l’anelito e il grido dell’amore vero che costituisce la sostanza e il senso del nostro essere ed esistere. Quando, nelle nostre relazioni, questo “grido” non ha modo di esprimersi o non viene ascoltato, emerge e si manifesta in molteplici modi, come la “disperazione” che è sempre sintomo (più o meno grave) di un amore ferito, deluso, negato, soffocato … << O Dio, Creatore e Redentore, fa’ che, alla permanente scuola della tua Parola, impariamo ad amarTi e ad amarci, liberando dalle “catene” o dai tanti “lacci” quell’amore che hai effuso, con irresistibile abbondanza, nel nostro cuore>>. Buona giornata! P. Antonio

<<Figlioli miei, questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna. Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato. >> (cfr1Gv 1,5 – 2,2 ).

Quando tra persone (penso in particolare alle famiglie e alle comunità e aggregazioni ecclesiali) non c’è dialogo e, ancor più, non c’è comunione, la ragione fondamentale sta nel fatto che non camminiamo nella luce che è Dio. In tal caso, infatti, i criteri che guidano i rapporti (conflittuali, indifferenti o interessati) sono altri… Pertanto, accogliamo l’esortazione alla conversione dell’apostolo Giovanni certi che il Signore ci purifica da ogni nostro peccato e rischiara ogni tenebra … << Signore alla tua luce vediamo la luce>>. Buona giornata! P. Antonio

Festa di San Giovanni apostolo ed evangelista.                                                                                                                             << Figlioli miei, quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi -, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena.>> ( 1Gv 1,1-4 ).

Giovanni, scrive questa sua prima Lettera avendo presente un gravissimo errore (eresia!) di un gruppo di persone identificato “anticristi”. Costoro negavano l’umanità di Gesù (vero uomo!) e, quindi, anche la salvezza scaturita dalla morte e risurrezione di Gesù, “Verbo della vita”! Questa eresia serpeggia lungo la storia ed è presente ai nostri giorni, anche – ahimè! – tra i cristiani. La nostra vera gioia può nascere – e nasce! – da un “Dio-con noi” e non dalla credenza in un Dio lontano, invisibile, incomprensibile, onnipotente ed onnisciente, creatore, ma lontano da noi e dalle vicende e vicissitudini di noi esseri umani. Ci dona la vera e piena gioia quel Dio che si è fatto carne, che si è fatto vedere, toccare contemplare… Questo Dio incarnato si coinvolge nella mia storia personale per innestarmi nella Sua storia di salvezza, perché tutto della mia storia acquisti senso pieno dentro il mistero della sua vita divina e umana … <<Santo Spirito, donaci la vera gioia nella contemplazione del Figlio Gesù, Dio-Parola eterna incarnata… >>. Buona giornata!. P. Antonio

Festa di Santo Stefano.                                                                                                                                                                        <<Tutti quelli che sedevano nel Sinedrio, [udendo le sue parole,] erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano. Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio e disse: «Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio».>> (cfr Atti degli Apostoli 6,8-10.12; 7,54-60).

È vero che la sequela di Gesù ci fa contemplare il “cielo”, ma è anche vero che la testimonianza di Lui, in modo diverso, chiede a ciascuno il dono della vita … Così fu per Santo Stefano ( primo martire dei sette diaconi scelti dagli apostoli), così è per coloro che professano la fede nel “Figlio dell’uomo” e lo seguono … <<Signore, alle tue mani affido il mio spirito… >>. Auguri ed una preghiera corale a chi porta il nome di Stefano o Stefania. Buona giornata! P. Antonio

Natale del Signore.                                                                                                                                                                       <<Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato. >> (cfr Gv 1,1-18).

In questa memoria della nascita di Gesù di Nazareth, lasciamoci calamitare dallo sguardo di quel Bimbo nel quale abita “corporalmente tutta la pienezza della divinità”. Quale sconcerto della mente e del cuore dinanzi a questo mistero! Lo Spirito Santo ci conceda la grazia dello stupore che, come un laser, scrosta strati di abitudine accumulatisi nel rotolare del tempo … “Oggi” – come in un interrotto presente – , quel Figlio unigenito emerge dal seno del Padre e della Madre e, nel suo volto umano, ci rivela il Volto del vero Dio: solo lui lo vede e solo lui può svelarcelo lungo i sentieri del tempo … Dinanzi a quel Bimbo rinnoviamo il nostro personale e comunitario atto di fede, perché “a quanti lo accolgono dà il potere di diventare figli di Dio”. E “dalla sua pienezza noi riceviamo grazia su grazia” … <<Emmanuele, rimani con noi, in noi; inseguici perché anche noi impariamo a stare con te … >>.

*** A tutti i destinatari di “Frammenti di Luce” va il mio ricordo affettuoso e i miei auguri, perché lo sguardo di quel Bimbo faccia breccia nel nostro cuore e ci “ferisca” per sempre … Tutti e ciascuno, con la leggerezza o la pesantezza della nostra umanità, vi porto all’altare del Signore nella Santa Messa delle ore 23.00. Ricordate anche me, ne ho bisogno! D’altronde, come farei/faremmo senza quel ricordo orante? GRAZIE! Un abbraccio! P. Antonio Santoro OMI

<<Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall’alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace >>. (cfr Lc 1,67-79).

All’origine dell’incarnazione del Figlio di Dio c’è lo sguardo di tenerezza e di misericordia del Padre. Questo stesso “sguardo” si posa su ciascuno di noi… e, se lo accogliamo, anche su di noi risplende il “sole” che squarcia ogni tenebra, donandoci vita dopo ogni esperienza di morte, accompagnandoci sui sentieri della pace vera: Ed è Natale! <<Benedetto Signore, Dio d’Israele, perché hai visitato e redento il tuo popolo, e hai suscitato per noi un Salvatore potente >>. Buona giornata! P. Antonio

<<Fratelli, entrando nel mondo, Cristo dice: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: “Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per fare, o Dio, la tua volontà”». >> (cfr Ebrei 10,5-10).

È un testo bellissimo! Il nostro Dio prima di tutto ci chiede la relazione con lui: non cose da fare, né sacrifici, né peccati da espiare. Cercare e fare la volontà di Dio significa cercare e stare nella relazione con lui. In questo “stare dinamico” impariamo ad acquisire il suo modo di vedere noi stessi, gli altri, la natura … come Lui vede-sente-agisce…La rivelazione di Dio fin dall’Antico Testamento non è rivelazione di comandamenti e precetti e di un culto esteriore, ma la rivelazione di un “Volto”, il Volto di Dio, la cui Volontà è sempre quella di “incontrare” la sua creatura, insegnarle a stare e coltivare la relazione con lui perché in questa relazione permanente la creatura impari a concepire e realizzare ogni forma di bene verso di sé, gli altri e le cose create … Il Natale cosa è se non la celebrazione della memoria di questo Dio che svela il suo Volto facendosi carne per stare e coltivare la relazione con lui e, in lui, tra di noi? Con lui e in lui si concepisce e si pratica un’<ecologia integrale> dove l’umano, il naturale, lo spirituale danzano armoniosamente insieme per il vero ed integrale bene di ogni realtà creata, ciascuna nel suo ordine e secondo il suo fine specifico … In questa visione cosmica, non stanchiamoci di pregare: <<Padre nostro, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra, in ogni cuore, in ogni famiglia, in ogni comunità, in ogni parlamento … >>. Buona domenica! P. Antonio

<< In quel tempo, Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore … Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono” .>> (cfr Luca 1,46-55).

Il “Magnificat” è la grande profezia di Maria sul destino dell’umanità, quindi anche sul mio, sul tuo … Maria ha sperimentato lo “sguardo” di Dio su di sé. Uno sguardo di misericordia che crea, rigenera, evangelizza. Lasciamoci “guardare ”, come Maria e con Lei, e sperimenteremo, anche noi e la nostra generazione, la misericordia che salva e canteremo con la vita il nostro “Magnificat” … Buona giornata! P. Antonio