Cerca:
Oasi della misericordia

Archivi del mese: settembre 2018

<<Giovanni gli disse: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demoni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.>> (Mc 9, 38-43.45.47-48)

L ‘Evangelo di Gesù è sempre attuale e ci dalla vera libertà di pensiero, di cuore, di azione e, quindi, ci educa all’universalità (= cattolicità!). Giovanni – che si fa portavoce degli altri apostoli – presumeva di avere solo lui e i suoi “colleghi” il diritto di fare il bene, proprio perché erano i più vicini al Maestro e lo seguivano …Gesù, però, non approva lo schema mentale e relazione di Giovanni e company. “Non glielo impedite …chi non è contro di noi, è per noi”. Così, Gesù educa i suoi a non essere né invidiosi dei doni degli altri, né gelosi dei propri. Questi atteggiamenti e comportamenti distruggono relazioni interpersonali e comunità … Attenti, dunque, all’autoreferenzialità. Il criterio fondamentale della sequela non è l’appartenenza al “gruppo”, ma la sequela di Gesù, la scelta quotidiana di lui …Gesù educa ad avere occhi e cuore aperti per sapere riconoscere il “bene” da qualunque parte venga, da chiunque viene fatto. Che libertà! Che apertura nelle parole e nei gesti di Gesù! <<Signore Gesù, aiutaci – singoli cristiani, gruppi, associazioni, movimenti, singole comunità parrocchiali – a saper conoscere, riconoscere, gioire del bene che gli compiono… Così siamo e cresciamo “come Chiesa”, davvero cattolica …>>. Buona domenica! P. Antonio

Festa degli Arcangeli Michele, Raffaele e Gabriele.

<<Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: «Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello e grazie alla parola della loro testimonianza, e non hanno amato la loro vita fino alla morte.>> (cfr Apocalisse 12, 7-12a).

Questo testo non è uno stralcio tratto da un romanzo di “Guerre stellari”. Purtroppo è la vera e cruda realtà: la lotta tra il mondo di Dio e quello di satana. Ciò che ci consola e ci dà forza nella lotta è la certa verità che satana e i suoi vengono vinti grazie <al sangue dell’Agnello> e alla potenza della Parola testimoniata dai cristiani fino al martirio. E noi, nelle lotte quotidiane da che parte stiamo? Non occorre fare grandi riflessioni per rispondere! Quando pensiamo, sentiamo, seminiamo, facciamo crescere giustizia, onestà, riconciliazione, rispetto, dignità, pace, benevolenza, benedizione, solidarietà con chi è nel bisogno, “bene comune” … Quando navighiamo in questo mare, allora remiamo verso la sponda di Dio e il <sangue dell’Agnello> lava ogni nostra <sporcizia>; così il BENE vince su ogni forma di male che ha un’origine precisa: il diavolo e le sue macchinazioni … <<Maria, generata e generatrice del Sommo Bene, insegnaci a “stare” nella relazione con Dio e Figlio tuo, docili all’azione dello Spirito, per non lasciarci né ingannare, né influenzare, né dominare dal menzognero antico …>>. Buona giornata e Buona festa soprattutto a chi porta il nome di questi Arcangeli; in particolare per loro va la nostra corale preghiera. P. Antonio

 <<Allora domandò: «Ma voi chi dite che io sia?». Pietro, prendendo la parola, rispose: «Il Cristo di Dio». Egli allora ordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno.«Il Figlio dell’uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno».>> (cfr Lc 9, 18-22).

Il Figlio dell’uomo è Gesù! Anche noi, come gli apostoli facciamo molta fatica a comprendere e ad accettare la “via della Croce”. Chissà quante volte ci chiediamo il perché di questa specifica “via”. Perché questa “via della Croce” e non un’altra? Perché una “via” che, in modi, tempi, situazioni ed intensità diversi, ogni creatura umana sperimenta? Perché, Signore? La domanda pur essendo lecita e comprensibile, manifesta, nello stesso tempo, una resistenza, una carenza o mancanza di fiducia in Dio, nel suo modo di agire, nel suo progetto …Il nostro perché, in altre parole, segna la “distanza” tra noi e Dio … !! Allora, cosa fare, come accorciare, eliminare questa “distanza” ? <<Signore Gesù, aiutami a non irrigidirmi sui “perché”, ma abbandonarmi fiducioso al disegno provvidente del Padre su di me, su ogni storia … , con la certezza che tu ci sei, sempre, e con l’azione del tuo Spirito tutto orienti al bene, confidando in te …>. Buona giornata! P. Antonio

<<Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità: tutto è vanità. Quale guadagno viene all’uomoper tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole? Una generazione se ne va e un’altra arriva, ma la terra resta sempre la stessa.>> (cfr Qoelet 1, 2-11).

Il Libro di Qoelet risale al 3° secolo prima di Cristo. Leggendo questo libro, di primo acchito sembra che l’autore sia un pessimista. Invece è una persona che pensa, che s’interroga sui valori tradizionali, sull’eredità religiosa trasmessa, quindi sul modo di concepire Dio e la sua azione nella storia, sul senso dell’esistenza e dell’azione dell’uomo nella storia … Qoelet ci invita ad interrogarci sull’effettivo valore che hanno le cose e sul valore che noi diamo ad esse; riflettere sul senso e il significato che diamo alla nostra vita …<<Signore Gesù, alla scuola della tua Parola, della tua sequela, del tuo esempio, riceviamo – lungo il cammino della vita – le “risposte” alle “domande” fondamentali della nostra esistenza nella prospettiva dell’eternità …>>. Buona giornata! P. Antonio

<<Io ti domando due cose, non negarmele prima che io muoia: tieni lontano da me falsità e menzogna,non darmi né povertà né ricchezza; ma fammi avere il cibo necessario, perché, una volta sazio, io non ti rinneghi e dica: «Chi è il Signore?», oppure, ridotto all’indigenza, non rubi e profani il nome del mio Dio. >>. (cfr Proverbi 30,5-9).

E’ molto bella questa preghiera impregnata di fiducia in Dio Provvidente. Chi crede si affida sa che Dio non lo abbandona, anzi, quando meno se lo aspetta, Dio interviene …Chi si fida di Dio, impara un nuovo modo di conoscere, quindi di vivere … <<Signore Gesù, donaci il pane che sazia: il pane della tua amicizia, perché da essa ogni altra relazione prende senso e si qualifica, ed ogni altra cosa diventa relativa …>>. Buona giornata! P. Antonio

<<E andarono da lui la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».>> (Lc 8, 19-21).

E’ molto bello questo elogio che Gesù fa di sua madre. Maria è il modello della vera, semplice “discepola” che ascolta la Parola di Dio e la mette in pratica. Ella è animata dal “desiderio” di “vedere” il Figlio per esserne riflesso e continuare a generarlo nella Sua Chiesa e nell’umanità di ogni tempo … <<Maria, insegnaci ad ascoltare la divina Parola con l’ardente desiderio di “stare” alla Sua sequela per esserne testimoni ed evangelizzatori …>>. Buona giornata! P. Antonio

<< Non negare un beneficio a chi ne ha bisogno, se è in tuo potere il farlo. Non dire al tuo prossimo:«Va’, ripassa, te lo darò domani», se tu hai ciò che ti chiede. Non tramare il male contro il tuo prossimo mentre egli dimora fiducioso presso di te. Non litigare senza motivo con nessuno, se non ti ha fatto nulla di male. Non invidiare l’uomo violento e non imitare affatto la sua condotta, perché il Signore ha in abominio il malvagio, mentre la sua amicizia è per i giusti>> (cfr Proverbi 3,27-34).

La relazione con Dio, Sommo Bene, passa per il bene, in qualche modo, desiderato/voluto/dovuto/attuato nelle relazioni interpersonali, dentro le famiglie e fuori di esse, in ogni altro ambito. Gesù, è andato oltre l’insegnamento sapienziale del Libro dei Proverbi, e ci ha insegnato la “regola d’oro” da viversi nei rapporti tra noi esseri umani credenti e non: <<Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro>> (Mt 7,12). Questa “regola” esige un SI al bene oltre che un No al male. <<Vieni, Santo Spirito, donaci luce e forza, per fare il “bene possibile” nel presente, senza calcoli o rinvii …>>. Buona giornata! P. Antonio

<<Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro …>> (cfr Mc 9,30-37).

Mentre sono in cammino verso Cafarnao, Gesù rende partecipi i suoi discepoli – per la seconda volta !! – della sua sorte: che verrà arrestato, ucciso e dopo tre giorni risorgerà. Ma loro non capivano, o, forse, non volevano capire/accettare la realtà della “Croce”, che non è mai facile sia da capire che da vivere … Forse ci può sembrare davvero assurdo che i Dodici discutessero della loro “carriera” – “chi fosse il più grande” – mentre il Maestro parlava della sua Croce! Ieri, come in ogni altro luogo e tempo, è sempre presente la tentazione di servirsi di Cristo piuttosto che servirlo, stabilendo delle gerarchie di potere. Per questo nasce e, a volte, prospera una “mentalità e prassi clericali” (nei prelati, nel clero, nei religiosi/e, ed anche nei laici) che allontana anche i più vicini … Quanta frustrazione per taluni che non fanno carriera all’interno delle strutture e degli organismi ecclesiali ed ecclesiastici … !! <<Signore Gesù, convertici! Rendici partecipi del tuo pensare e del tuo sentire. Abbracciando un bambino – che allora non aveva alcun diritto – c’insegni a condividere la sorte di chi non conta nulla ed è scartato; c’insegni a servire davvero, gareggiando nel servizio e non per la carriera o per apparire primeggiando … Nel servizio semplice ed umile impariamo a riconoscerti e il “mondo” potrà conoscerti…>>. Buona Domenica! P. Antonio

<<Ma qualcuno dirà: «Come risorgono i morti? Con quale corpo verranno? Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore. Quanto a ciò che semini, non semini il corpo che nascerà, ma un semplice chicco di grano o di altro genere. E Dio gli dà un corpo come ha stabilito, e a ciascun seme il proprio corpo. Non tutti i corpi sono uguali: altro è quello degli uomini e altro quello degli animali; altro quello degli uccelli e altro quello dei pesci. Vi sono corpi celesti e corpi terrestri, ma altro è lo splendore dei corpi celesti, altro quello dei corpi terrestri. Altro è lo splendore del sole, altro lo splendore della luna e altro lo splendore delle stelle. Ogni stella infatti differisce da un’altra nello splendore. Così anche la risurrezione dei morti: è seminato nella corruzione, risorge nell’incorruttibilità; è seminato nella miseria, risorge nella gloria; è seminato nella debolezza, risorge nella potenza; è seminato corpo animale, risorge corpo spirituale.>> (cfr 1 Corinti 15,35-37.42-49).

Osserviamo: Già ciò che accade in natura è un riflesso di ciò che accade a noi, esseri umani destinati all’eternità. Noi cristiani crediamo nella risurrezione dei morti? Sembra una domanda superflua, quasi offensiva; eppure l’esperienza dice, non solo a me, che si dubita non poco … Tante volte ho sentito espressioni del genere: “Di là non è ritornato nessuno …”. “Meglio vivere la vita su questa terra il più a lungo possibile, nonostante tutti i guai, perché l’altra non sappiamo se c’è, ed eventualmente come si sta …” Credere o non credere nella risurrezione non è indifferente sia in ordine ai contenuti essenziali della fede cristiana sia in ordine al significato e qualità della vita. La fede nella risurrezione si fonda sulla fede in Gesù morto e risorto. Se dubitiamo o neghiamo la risurrezione, di fatto, dubitiamo o neghiamo il mistero centrale della fede cristiana e, di conseguenza, ci facciamo un Gesù ed una Chiesa “a nostra immagine” … spesso, per questo, priva di significato e d’incidenza nella nostra vita concreta e quotidiana … <<Per la fede in Gesù morto e risorto, credo nella risurrezione dei morti, credo nella mia risurrezione>>. Buona giornata! P. Antonio.

<< Io dunque, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace […] A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo […] allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.>> (cfr Efesini, 4, 1-7.11-13).

La vocazione (alla vita, quella fondamentale all’amore, al matrimonio, alla vita sacerdotale e consacrata) e i doni ricevuti ci vengono elargiti non per edificare/gonfiare l'<io> ma il “corpo di Cristo”. Verità, questa, conosciuta ma vissuta con difficoltà; a volte, perfino oscurata e negata. Pensiamo come viene vissuta la vocazione coniugale all’interno delle relazioni coniugali e familiari: questa vocazione orienta tutte le energie dei soggetti a edificare il corpo di Cristo costituito dai membri di quella coppia e di quella famiglia? Oppure c’è un inutile dispendio di energie con palesi o latenti conflittualità? Analoga riflessione possiamo – e dobbiamo! – farla per la comunità presbiterale, le comunità ecclesiali e religiose: facciamo tutto per edificare il corpo di Cristo? Oppure ciascuna comunità, in modo diverso, tende a coltivare il suo “orticello”, quindi il proprio “io” individuale e/o collettivo? <<Vieni, Santo Spirito, ravviva la vocazione e i doni ricevuti perché possiamo orientarli generosamente all’edificazione del “corpo di Cristo” e di ogni suo membro a beneficio dell’intero corpo sociale …>>. Buona giornata! P. Antonio.