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Oasi della misericordia

Archivi del mese: Marzo 2018

 Sabato Santo
《 Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna». Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l’uomo!».Come lo videro, i capi dei sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». 》(cfr Gv 18, 1-19, 42).
“Ecco l’uomo! “:
L’uomo che ha pagato con la sua vita la testimonianza della verità e dell’amore.
Oggi troviamoci uno spazio ed un tempo e, tenendo tra le mani,  il Crocifisso, preghiamo:《 Signore Gesù,  donami/ci il coraggio di essere sempre testimoni della verità e dell’amore in ogni ambiente di vita …》. Prepariamoci così alla grande veglia, madre di tutte veglie! Buona giornata!P. Antonio

Venerdì Santo.

《 Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.》 (cfr Gv 18,1-19,42).
In questo giorno facciamo “memoria”
 della passione, crocifissione e morte di Gesù: mistero incomprensibile ad ogni mente!
Eppure, è il varco di quella  Croce – la Sua con la nostra – che dobbiamo attraversare per sperimentare il senso profondo del vivere e il valore salvifico della sofferenza, la speranza oltre ogni umana sconfitta e disperazione …
《Maria,  donaci la tua capacità di stare sotto la Croce.  Donaci il tuo sguardo di fede che squarcia la fitta tenebra della morte del Figlio tuo e d’ogni figlio della Vita e ci apre alla certa speranza della vittoria della vita sulla morte, d’ogni vita su ogni morte! …》. Buon Venerdì Santo,  in compagnia di Maria! P. Antonio

Giovedì Santo

《 Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono.  Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io.》(cfr Gv 13,1-15).
Gesù, il “servo sofferente”, proprio come un “servo”, lava i piedi ai discepoli dando esempio concreto – fatti, dunque, non parole! – che l’autorità è servizio; che Dio si è fatto uomo non per essere servito,  ma per servire. Pertanto, il cristiano che vuole essere tale,  è chiamato a seguire le orme del suo Maestro e Signore. Non viene spontaneo “servire”, soprattutto “perseverare” in un servizio disinteressato vissuto senza appariscenza, con umiltà.
Lo sappiamo, anche negli ambienti ecclesiali ed ecclesiastici ci sono esperienze molto belle di servizio generoso, concreto, perseverante, umile.
Ma, purtroppo, c’è anche molta sete di potere, di apparire, di fare carriera,  servendosi di … più che per servire …
E la differenza si “fiuta” molto presto. 《Signore Gesù,  fa’ che non solo ammiriamo il modo di servire tuo e di tanti e tanti tuoi discepoli,  ma fa’ che imitiamo!Si, non parole, né apparenza,  ma fatti,  con generosa umiltà.
 Buon Giovedi  Santo, P. Antonio》.

Mercoledì Santo.

《 Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli. Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro.》(cfr Isaia 50,4-9a).
Il “servo sofferente” è Gesù!  Egli è “sempre” “in ascolto” del Padre. Il “segreto” della fecondità del Figlio sta proprio nell’ <obbedienza> al Padre. Obbedire è restare uniti al Padre, quindi alla sua volontà, al di là di ogni nostra comprensione,  emozione e sentimento.
L’obbedienza,  quando è vissuta in modo autentico (adulto!) attiva processi di libertà creativa …
《Santo Spirito,  ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti, obbedisca, viva la Parola di Vita di Cristo Gesù …》. Buon Mercoledì Santo. P. Antonio

Martedi Santo.

《 In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».》(cfr Gv 13,21-33.36-38).
E noi pensiamo subito a Giuda; poi, forse, anche a Pietro. Comunque, pensiamo che siano sempre gli altri a “tradire” Gesù …
E noi, siamo proprio così diversi da loro?
Se abbiamo il “coraggio” di “osservare” il “tradimento” di Giuda e di Pietro, ci rendiamo conto che il “tradimento” non si consuma in un singolo atto. Esso si manifesta in atti, che derivano e si comprendono all’interno di un processo di dubbio, sfiducia,  oscuramento, negazione della “relazione” con Gesù.
Si tradisce quando viene meno la fede, cioè la relazione personale con Gesù. Per cui ogni  “peccato” ( grave  o meno grave) è di per sé un “tradimento” della relazione con Gesù.
《Signore Gesù,  concedimi/ci il dono delle lacrime,  come fu per Pietro quando incrocio’ il tuo sguardo misericordioso,  e la corda di Giuda possa servirci, non per soffocarci, ma per lasciarci attirare da te …》.Buon Martedì Santo! P. Antonio
Lunedì santo
《 «Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio.Ho posto il mio spirito su di lui;egli porterà il diritto alle nazioni.Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta;proclamerà il diritto con verità.》.  (cfr Isaia 42,1-7).
Molti secoli prima della venuta di Gesù,  il nostro Dio, per bocca del profeta Isaia, preannunciava la salvezza del popolo e d’ogni umana creatura,  non per la potenza degli uomini, ma per la “debolezza” di un “uomo”, il “Servo di Iahvè”, figura del Cristo sofferente…
Di questo “servo” ci parla la prima lettura della liturgia di lunedì,  martedì,  mercoledì della settimana santa.
Leggiamo questi testi e ci accorgeremo che – come afferma Gesù nel Vangelo – la Legge, i Profeti e i Salmi parlano di lui.
《Signore Gesù,  “servo sofferente”, di te parla Isaia e ci consola sapere che tu non “spezzi”, nè “spegni” nessuno, ma  tutti e tutto valorizzi e fecondi con la divina “potenza”  insita nella tua/nostra umana “debolezza”.
Convertici, Gesù,  a questa tua logica! 》. Buon lunedì santo. P. Antonio
 Domenica delle Palme
《In quel tempo, la grande folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme,  prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: “Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signire, il re d’Israele!”》(cfr Gv 12,12-16).
Oggi, anche noi, come al tempo di Gesù,  con rami di palme e di ulivi, cantiamo
 “Osanna! …”
Palme e ulivi sono simboli di Pace.
Gesù è il principe della Pace!
Egli ha sacrificato se stesso per creare pace in noi stessi,  tra noi e con Dio.
La pace esige sempre un “prezzo” da pagare! Lui l’ha pagato! Così,  spetta ad ognuno.
Non si può essere cristiani,  cattolici e praticanti, agitare rami di ulivo o di palme e non essere operatori di pace in famiglia e negli altri ambienti di vita.
Come è triste – a dir poco ! – avere il cuore inquinato da inimicizie, rancori,  pettegolezzi, calunnie …
《Signore Gesù, i rami di palma o di ulivo,  siano segno del desiderio e della volontà di porre parole e gesti positivi, finalizzati alla riconciliazione e alla pace così desiderate da innunerevoli cuori e tanti popoli e nazioni …》.
Auguri di Pace nel cuore e nelle relazioni dentro e fuori della famiglia… P. Antonio

《 Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione».Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.》(cfr Gv 11, 45-56).

L’evangelista Giovanni mette in evidenza i fattori che inducono i capi dei sacerdoti e i farisei alla decisione di uccidere Gesù.
Il popolo, soprattutto dopo la risurrezione di Lazzaro, si affezionava a Gesù; lo cercava e lo seguiva. Tutto ciò suscitava invidia e gelosia in chi si riteneva detentore di tutta la verità.
Inoltre, Caifa offre la motivazione della “ragion di stato” per cui uccidere Gesù: Meglio che muoia uno e non perisca invece l’intera nazione per l’intervento dei Romani. Costoro, infatti,  mal tolleravano i disordini causati anche da ragioni religiose. Ma è l’apostolo Giovanni che ci offre la chiave  lettura adeguata per “conoscere” e “comprendere” la vera ragione della morte di Gesù: “Riunire i figli di Dio dispersi”.
《Signore Gesù,  ancora oggi – e, forse sempre, senza la tua grazia ci è difficile, anzi impossibile capire e accettare la via del dolore e della morte per la salvezza di ogni tua creatura e del mondo intero. Donaci la grazia, in ogni momento presente, di immergerci nel mistero del tuo dolore e della tua morte, per partecipare anche noi – ciascuno! – con la nostra “passione”  e “morte” , al mistero della tua e nostra risurrezione,  in qualche modo, già da questa terra …》 Buon immersione nel suo Mistero …
P. Antonio
《 In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.》(cfr Gv 10,31-42).
Gesù non nasconde la sua identità,  ma dichiara non solo la sua origine divina, ma ancor di più, attesta la sua natura divina: c’è una “unità sostanziale”  tra Gesù – il Figlio unigenito ! – e il Padre: “Il Padre è in me, e io nel Padre”.
《Signore Gesù,  tu hai pagato col dono della tua vita questa verità che per noi è difficile,  anzi, forse, impossibile da comprendere. Possiamo solo accoglierla! Nella carità vissuta e nell’intima relazione con te, operata dal tuo Spirito,  in qualche modo, ci fai intuire-sperimentare che “Tu sei in me, in noi, ed io, noi in te … Mistero d’Amore unitivo, preludio dell’eterna, piena, definitiva,  intima Comunione con te e tutti i santi.Oggi non mi stanco di pregarti: Gesù,  Tu in me, ed io in te.》.Buona giornata! P. Antonio

《 In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?».》(cfr Gv 8,51-59).

I Giudei una cosa l’avevano capita bene,  ed è questa: Solo la Parola di Dio è eterna e genera vita eterna. E tu, Gesù,  《Chi credi di essere?》. Forse credi di essere Dio?
Proprio per questa “presunzione” di Gesù, di essere Dio, i Giudei decidono di ucciderlo; e così hanno fatto.
《Chi credi di essere?》.《Signore Gesù, fa’ risuonare profondamente nel mio cuore, anzi incidi in esso, in modo indelebile: Io sono il tuo Dio, il tuo Redentore,  la Parola eterna che ti salva e ti consegna all’eternità …》.
Buon ascolto della sua Parola.P. Antonio