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Oasi della misericordia

Archivi del mese: Settembre 2017

《 In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento》 (Lc 9, 43b-45)

La gente ammirava Gesù il “profeta” che operava cose prodigiose. E, per gli apostoli,  era piuttosto facile seguire “quel” maestro!
Ma, quando parlava della sua passione e morte, allora rimanevano come storditi. Non capivano o, forse, avevano paura di ammettere a loro stessi la verità del mistero della persona di Gesù: la sua gloria doveva passare per la “via dolorosa” della passione e della morte in croce. Anche per noi, quella “via dolorosa” rimane umanamente incomprensibile !!
Possiamo “intuire” qualcosa del “mistero della croce” nella relazione di fede con Cristo, e Cristo Crocifisso.
《Vieni, Santo Spirito,  accompagnaci lungo la sua e nostra “via dolorosa”. Svelaci il senso del mistero di questa “via”, perché come Lui,  anche noi, teniamo lo sguardo fisso sul suo  disegno di salvezza, personale ed universale …》.
Buona giornata!  P Antonio.
《 Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo.E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e il Satana, e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli.Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:«Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo,perché è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli,colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte.Ma essi lo hanno vinto grazie al sangue dell’Agnello e alla parola della loro testimonianza》
(Cfr Apocalisse 12,7-12).
Il diavolo non è un’invenzione dell’epoca medioevale per dominare sulle coscienze …
La Parola di Dio contenuta nella Bibbia ci rivela la presenza di satana, spirito del male che combatte contro Dio e contro le sue creature. Molte sono le persone che manifestano la loro paura per la presenza/influenza di satana in sè, in altri, in certe situazioni coniugali e familiari, nel male dilagante del nostro mondo …
Fermo restando che occorre fare un attento discernimento,  è certo che: satana esiste; “seduce” per far apparire il male come bene; quindi, lotta per conquistare seguaci togliendoli a Gesù …
Il “male”, in tutte le sue manifestazioni,  ha un solo ispiratore e autore: satana!
La nostra forza e consolazione si fondano sulla certezza che satana è stato sconfitto grazie al “sangue dell’Agnello” ( Cristo Gesù morto e risorto!) e alla testimonianza dei “santi”, in particolare, dei “martiri”. Dunque, non ansia e paura,  ma fiducia in Gesù, attingendo a tutti i mezzi di grazia che la Chiesa ci mette a disposizione: preghiera, confessione, indulgenze, eucaristia, esorcismi, carità “che copre una moltitudine di peccati”, vita fraterna …
《Eterno Padre, per la passione,  morte e risurrezione del tuo Figlio, liberaci dal male e dal maligno》. Buona giornata! P. Antonio.
🙏Auguri e preghiere per chi porta il nome di Michele, Gabriele,  Raffaele.
28 settembre
《 In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo》
(Lc 9, 7-9).
Erode “cercava di vedere Gesù”! Perché?
Per curiosità,  paura della sua fama, per simpatia, per attrazione …?
Certamente Gesù non lasciava indifferenti.
Ieri come oggi, dinanzi a lui, bisogna prendere posizione: occorre scegliere!
Erode ha scelto: se stesso e il suo fragile godimento …   Chi di noi non vorrebbe “vedere” Gesù? E perché?
“Vedere” significa stabilire una relazione personale
con Gesù. Dove e   in che modo?
Nella preghiera, nella sua Parola, nei sacramenti,  in particolare nell’Eucaristia,  nella carità e nel servizio ai poveri dai molteplici volti
《Vederti Gesù, è l’anelito più profondo del mio essere… Fa’ che il mio “io” e le avversità della vita non mi impediscano di cercarti, ma siano un mezzo per  “riconoscerti”》. Buona giornata!  P. Antonio
《 Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.》(cfr Lc 9, 1-6).
Nessuno può darsi la vita, nè la vocazione al matrimonio o alla vita consacrata o/e sacerdotale.  La vita ed ogni vocazione sono un “dono” e, nello stesso tempo, una “missione” da compiere con la consapevolezza e responsabilità che non si è proprietari del dono, ma “chiamati” a “servire” per realizzare il disegno di bene e d’amore iscritto in ogni vocazione. Ogni dono è finalizzato al bene di tutti …
Alla scuola di Gesù e col dono del suo Spirito, gli apostoli hanno capito che i doni ricevuti erano finalizzati a realizzare il Regno di Dio (→giustizia, pace, amore, perdono,  gioia …); per questo hanno offerto la loro vita fino al martirio …
《Vieni, Santo Spirito,  rendici, oggi e sempre, più consapevoli e grati dei doni ricevuti e generosi nel servizio quotidiano per il “bene” di tutto il “corpo”: familiare, ecclesiale, sociale …》. Buona giornata!  P. Antonio

《 In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».》(Lc 8,19-21).

Ciò che ci fa “familiari” di Gesù (e, quindi, anche tra di noi cristiani) non sono i legami di sangue, ma l’ascolto della sua Parola e la pratica di essa. Chissà quanti di noi potranno confermare questa verità!
Ascoltare e praticare significa lasciarsi gradualmente purificare, plasmare, santificare dalla Parola.
Vogliamo essere familiari di Gesù, una vera “comunità” cristiana?
La Parola di Dio sia il nostro “pane quotidiano”. Facciamo di tutto per darci un tempo di lettura meditativa ( e condivisa,   quando possibile) della Parola: personalmente, come coppia, in famiglia, nelle comunità ecclesiali … 《Maria, tutta Parola di Dio vissuta,  contemplando te impariamo ad ascoltare, vivere ed annunciare la Parola, generando così relazioni  interpersonali,  comunità familiari e civili, positive,  desiderose e impegnate nel costruire il “bene comune”, riflesso del Sommo bene》. Buona Giornata! P. Antonio

《Fate attenzione a come ascoltate …》 (cfr Lc 8,16-18).

Sì,  in questo giorno ( e non solo!) facciamo attenzione a “come”  ascoltiamo: noi stessi,  gli altri, la natura che ci circonda, ma soprattutto,  Dio … Per ascoltare c’è bisogno di un contesto esterno ed interiore. Occorre fare “spazio” al “silenzio”  e alla “presenza” di “chi” o “cosa” devo ascoltare …
La “preghiera” – che è relazione con Dio – esige un ascolto profondo per disporci a percepire la presenza e la voce di Dio … L’ascolto autentico spesso è come una calamita che “attira” la presenza dell’altro, la presenza di Dio!
《Vieni, Santo Spirito,  insegnami la “preghiera di ascolto” alla scuola della Parola di Dio》.  Buona giornata!
P. Antonio

《 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino … e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscì di nuovo verso le cinque…》 (cfr Mt 20,1-16).

A conclusione della giornata lavorativa (dalle 6 alle 18 !!), il padrone da’ agli operai quanto pattuito.  Egli comincia dagli ultimi dando loro la stessa paga che ai primi, suscitando così il malumore e la contestazione degli operai della prima ora.  Dio, rappresentato dal padrone della parabola,  nel rapporto con noi, sue creature,  non rimane rigidamente legato al criterio di “giustizia” umana (→ “dare a ciascuno il suo”). Egli va ben oltre e adotta il metro della misericordia che corona la “giustizia”. Dio rimane fedele non ad un rapporto contrattuale,  ma al suo amore gratuito e misericordioso, privilegiando non  il “merito” ma il “bisogno”; anche perché l ‘amore di Dio,  più che meritato viene accolto. 《Signore Gesù,  tu ci chiami a tutte le ore delle giornate della nostra esistenza. Fa’ che aderiamo al tuo invito a lavorare nella tua “vigna” (la Chiesa, la società …), animati del tuo stesso volere e sentire, col tuo stesso sguardo di misericordia,  contenti per i doni che tu concedi, soprattutto agli “ultimi” e gli “scartati”. Buona domenica!  P. Antonio
《 Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza》(cfr Lc 8, 4-15).
Il “seme” della Parola di Dio ha una sua forza intrinseca e tutto il potenziale per crescere e svilupparsi. Questa crescita avviene non in astratto, ma nel “terreno”, nella concretezza di tutta la persona umana e della sua esistenza.
Il Divino Seminatore chiede la disponibilità del nostro “terreno”: il mio, il tuo …
Egli non s’ impone, non occupa con la forza il “terreno”, ma chiede la nostra “libera” collaborazione.
Tutti vorremo essere sempre come il “terreno buono”. L’esperienza,  invece, dice che ciascuno, in modi e tempi diversi,  sperimenta in se’ le quattro tipologie di terreno.
《Signore Gesù,  concedimi il dono di ascoltare la tua Parola,  con cuore integro e buono.
Fa’ che lo custodisca e produca frutto con perseveranza》. Buona giornata!  P. Antonio

《 L’avidità del denaro infatti è la radice di tutti i mali; presi da questo desiderio, alcuni hanno deviato dalla fede e si sono procurati molti tormenti.Ma tu, uomo di Dio, evita queste cose; tendi invece alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna》 (cfr 1 Timoteo 6,2c-12).
La Parola di Dio illumina i dinamismi di tutto ciò che è umano, sia del bene che del male. Non occorre avere molta esperienza e studi per rendersi conto che l’attaccamento al denaro è “la radice di tutti i mali”. Facciamo qualche esempio. Pensiamo al forte legame tra denaro e potere …
Riflettiamo un po’ sulle cause dei grandi conflitti: guerre, guerriglie, guerra cosiddetta “fredda” …
Pensiamo alle lotte tra forze partitiche diverse così pure nella amministrazione della “cosa pubblica”. Riflettiamo sui conflitti nelle famiglie e nelle parentele …
È molto triste (a dir poco!) quando constatiamo questo attaccamento al denaro in soggetti singoli e/o collettivi nella società e nella Chiesa…
Se Gesù è davvero il dono-valore più prezioso, ogni altro bene materiale e “spirituale” non può che venir meno e, comunque, essere orientato a lui e all’edificazione del suo Regno. Se ciò non accade, dobbiamo interrogarci sull’autenticità’ della nostra fede … e convertirci! 《Vieni, Santo Spirito, fa’ che almeno come cristiani, nella prospettiva della vita eterna, possiamo fare un uso giusto e saggio dei beni, in particolare del denaro, coltivando una doverosa solidarietà con chi ha bisogno, con i poveri …》.Buona giornata! P. Antonio

《 In quel tempo, mentre andava via, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì》(cfr Mt 9,9-13).
Forse, anche noi pensiamo che Dio chiami i buoni e i santi. Ma, non è così!
Matteo era un esattore delle tasse,  a servizio dei potenti di turno: i Romani. Per questo era odiato e considerato un pubblico peccatore. Quante migliaia di persone “pie” e buone hanno ascoltato la parola di Gesù;  molte hanno ottenuto miracoli … Eppure, non l’hanno seguito,  non hanno dato la vita per lui.
Matteo, invece, grande peccatore,  alla “chiamata” di Gesù – Seguimi! – lascia tutto e segue il Maestro donando la sua vita e lasciandoci anche un Vangelo, appunto, il Vangelo secondo Matteo.
“Seguimi” !  “Oggi”, lasciamoci risuonare dentro questo invito: “Seguimi” ! Avremo così la luce per “vedere” chi o che cosa stiamo seguendo ed eventualmente avremo il “coraggio” di “liberarci”  di ciò che ci impedisce una vera sequela di Gesù. 《Vieni, Santo Spirito,  rendi attento il mio “orecchio”, vigile il mio cuore,  per saper ascoltare e discernere, tra le tante “voci”, la tua; essa mi orienta sui passi di Cristo Gesù perché con lui, per lui e in lui “impari” a donare, in questo “presente”, la mia vita, seminando il Bene che  viene da lui nel campo della Chiesa  e di quella umanità che incontro …》.Buona giornata! P. Antonio