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Oasi della misericordia

Archivi del mese: luglio 2017

《Gesù disse loro un’altra parabola: “Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolo’ in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata”》 (cfr Mt 13,31-35).
Quando il “lievito” non è buono la “pasta” non è lievitata bene così che il pane o la pizza non vengono bene e creano problemi di digestione… Noi siamo il “lievito” che deve far fermentare la “pasta”, cioè gli ambienti in cui viviamo.
Ben venga se siamo rifiutati, perseguitati, “non digeriti”, proprio perché cristiani fedeli al Vangelo …
Purtroppo, però, molto spesso si è rifiutati perché il “lievito” non è buono e le conseguenze le conosciamo … Provochiamo “indigestione”, rifiuto di Cristo e della sua Chiesa, di cui facciamo parte!
《Signore Gesù, non sempre sono stato tuo “lievito” di qualità, rigenerami con la forza trasformante del tuo Spirito, e il “buon pane” sarà spezzato per la vita del tuo popolo … 》. Buona giornata!  P. Antonio

《 Gesù disse ai suoi discepoli: Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e, per la gioia che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo. Il regno dei cieli è anche simile a un mercante che va in cerca di perle preziose e, trovata una perla di gran valore, se n’è andato, ha venduto tutto quello che aveva, e l’ha comperata》 (cfr Mt 13,44-52).
I “discepoli”, oggi, siamo noi! Ognuno di noi è posto dinanzi ad una nuova “scelta” di Gesù e del suo Vangelo. Ecco la domanda che ci pone la Parola di Dio di oggi: Sei attratto da Gesù, dai suoi valori evangelici, dalla sua missione? Gesù è un “peso” o una “gioia”, un “tesoro” d’inestimabile valore per cui vale la pena “vendere” ogni altro bene per ottenerlo?
《Signore Gesù, sciogli ogni velo di dubbio e resistenza,ogni attaccamento a persone e cose; fa’ che mi lasci totalmente e radicalmente attrarre dal mistero della tua Persona … E fa’ di me quello che vuoi…》. Buona Domenica!P. Antonio

《Il seme seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto》(cfr Mt 13, 18-23).
Ognuno di noi sa per esperienza che le “preoccupazioni”, in diverso modo, disturbano, offuscano, inquinano, soffocano la relazione con Dio, ma anche con gli altri e, prima ancora con se stessi. Perfino il nostro sguardo si oscura ed anche l’ambiente più bello non ci parla …《Maria, esperta nel vivere e nel soffrire, insegnami a vivere, con fiducia, le preoccupazioni della vita unito al Figlio tuo, soprattutto quando non comprendo e sembra che, oltre ogni misura, superino le mie forze … così che si attua una nuova esperienza e comprensione di Dio》.Buona giornata! P. Antonio

《Il cuore di questo popolo si è fatto insensibile:sono diventati duri d’orecchi e hanno chiuso gli occhi, per non rischiare di vedere con gli occhi e di udire con gli orecchi,e di comprendere con il cuore e di convertirsi, perché io li guarisca”. Ma beati gli occhi vostri, perché vedono; e i vostri orecchi, perché odono!》 (cfr Mt 13,10-17).
Dinanzi a Dio che si manifesta (ieri come oggi!) con l’umile potenza della sua Parola, con la trasparenza di vita di testimoni e con eventi anche prodigiosi, spesso la creatura umana rimane insensibile, cieca e sorda …
Finché permangono queste condizioni, non ci sarà vera conversione, nè potrà esserci “guarigione” …
Anche quando si dice di “credere”, nella concretezza della vita, però, ci si fa un “dio” a propria immagine e somiglianza.
《Signore Gesù, per il dono del tuo Spirito, rendi docile il mio cuore, illumina gli occhi della mente e dell’anima, aperto il mio udito, non per ottenere “cose”, ma entrare sempre più in intima unione con te. E questo mi basta … !》.
Buona giornata!  P. Antonio

《Tutta la comunità dei figli d’Israele mormorò contro Mosè e contro Aronne nel deserto.  I figli d’Israele dissero loro: «Fossimo pur morti per mano del Signore nel paese d’Egitto, quando sedevamo intorno a pentole piene di carne e mangiavamo pane a sazietà! Voi ci avete condotti in questo deserto perché tutta questa assemblea morisse di fame!» (cfr Esodo 16,1-5. 9-15).
La comunità degli Israeliti, nonostante il grande “miracolo” della liberazione dalla schiavitù d’Egitto, durata secoli, non si fida di Dio e dei suoi mediatori, Mosè ed Aronne.
Il vizio della “mormorazione” prende il sopravvento e gli Israeliti, concentrati solo sulle esigenze del “momento”, perdono di vista il loro ( e nostro!) Dio che li sta guidando alla”terra promessa”. E, perdendo il senso di Dio e del suo mistero, gli Israeliti desiderano – paradossalmente ! – ritornare nello stato di schiavitù! ! Ci può sembrare strano o irreale o assurdo tutto ciò.
Ma, se riflettiamo sulla nostra esperienza di fede, ci rendiamo conto che noi non siamo migliori di chi ci ha preceduto…
《Vieni, Santo Spirito, donaci la luce necessaria per discernere e vivere la presenza e l’azione di Dio nella vita di ogni giorno senza lasciarci condizionare e/o determinare da ciò che è provvisorio e dalla mutevolezza delle situazioni del presente … 》. P. Antonio

《 Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». 》(cfr Mt 20,20-28).
L’ambizione del “potere” – nelle sue molteplici forme – è un’eredità del cuore umano “ferito”, insieme a tante altre … Desiderare il “potere” è desiderare di “contare”, e contare più di altri (e spesso, non a favore degli altri!!) cominciando da chi ti sta più vicino …
Gesù, purifica questo desiderio umano, lo “evangelizza”, orientandolo al suo significato originario: il servizio. E come se Gesù ci dicesse:
” Vuoi contare di più? Bene! Fai come faccio io: dona la tua vita nel servizio quotidiano in famiglia e oltre…
Così facendo potrai appagare il desiderio di diventare “grande”, in una instancabile gara amore …《Vieni, Santo Spirito, converti di continuo il nostro desiderio di emergere in dono semplice e generoso verso gli altri…》.
Buona giornata! P. Antonio

《Alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: “Maestro, da te vogliamo vedere un segno”》(cfr Mt 12,38-42).
Chissà quante volte abbiamo chiesto un “segno” e, forse, a volte, anche in atteggiamento di sfida verso Dio: ” Se ci sei, fatti sentire, vedere … concedimi questo … fammi questa grazia …”
E Tu, taci e continui a donarti nei segni efficaci dei tuoi sacramenti, nel segno della natura e del cosmo, nel “sacramento” di ogni creatura, soprattutto quella sofferente e bisognosa …
《Signore Gesù, abbi misericordia di noi; purifica i nostri occhi perché possiamo riconoscerti e accoglierti con gratitudine nei tuoi “segni” …》. Buona giornata! P. Antonio

23 luglio
《 Egli propose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che aveva seminato buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano, venne il suo nemico e seminò la zizzania in mezzo al grano e se ne andò.  Quando l’erba germogliò ed ebbe fatto frutto, allora apparve anche la zizzania》 (cfr Mt 13,24-43).
È Gesù stesso che spiega il significato di questa parabola (leggere tutto il testo citato). Ma, nonostante la sua spiegazione, per noi esseri umani, rimane pur sempre un mistero la “convivenza” di bene (buon grano) e male (zizzania), in noi, nelle famiglie e comunità … Cosa fare allora? Cosa devono fare i figli del Regno ( seme buono)?”Dormire” (distrazioni, indifferenza,          scoraggiamento … ), lasciando ampio spazio all’astuto nemico ( il diavolo) e ai suoi figli che, indisturbati, svolgono bene il loro compito di seminare e coltivare la zizzania? I figli del Regno – i veri discepoli di Gesù – sono/siamo chiamati a coltivarci come buon grano e vigilare, confidando nel proprietario del campo (Dio) e nel suo seminatore (Gesù): 《Signore Gesù, aiutaci ad essere vigilanti e perseverare nel bene, nonostante il male che, a volte, sembra prevalere sul bene… 》.Buona domenica! P. Antonio

《Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro》(cfr 2 Corinti 5,14-17).
Cristo è morto e risorto per me, perché io viva per lui e grazie a lui! Infatti, se io vivo per me stesso – in quanto essere finito – sono un “condannato a morte”. Se io vivo grazie a lui e per lui, sono destinato alla vita eterna.
Ci crediamo? Se ci crediamo davvero, chiediamoci: Quale posto occupa Cristo Gesù nella nostra vita (personale, coniugale, familiare, sociale, ecclesiale …)?  Cosa o chi da’ senso pieno alla mia vita, cioè per chi vivo?
Signore Gesù, come l’apostolo Paolo, fa’ che anch’io – consapevole di vivere in te e per te – possa affermare con fede: “Per me vivere è Cristo e morire è un guadagno …”. Buona giornata!  P. Antonio.

《Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è Signore del sabato》 (cfr Mt 12,1-8).
Gesù, dinanzi alla rigidità religiosa e morale dei farisei – sempre pronti a condannare ! – riafferma il primato di Dio →la misericordia! E, di riflesso, il primato dell’uomo rispetto ad ogni altra realtà creata. In quest’ottica, ogni norma è data all’uomo per il vero ed integrale bene della persona umana e, quindi anche, del suo fine ultimo.
Non raramente, nella vita quotidiana, quanto siamo distanti dall’insegnamento evangelico, così luminoso e così profondanente umano… !
《Vieni, Santo Spirito, rendici docili all’insegnamento di Gesù, per accogliere e praticare la misericordia e perseverare in essa》. Buona giornata! P. Antonio