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Oasi della misericordia

Archivi del mese: gennaio 2016

《Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce, ti ho
consacrato …》 (cfr Geremia 1,4-5.17-19).
La Parola di Dio è sempre molto reale ed attuale. Quanto Dio Creatore ci dice per bocca del profeta Geremia “oggi” è di scottante attualità.
Il figlio, ogni figlio della vita, non è un “prodotto biologico” che può essere manipolato a piacimento, fosse anche con le migliori “intenzioni”. Il “figlio”, in quanto essere umano non può mai essere ritenuto un diritto ad averlo; quindi, mai per essere considerato e, di fatto, trattato come un mezzo per appagare i propri desideri, come quello di maternità/paternità o compensare vuoti affettivi …
Il bimbo, a cominciare dal suo concepimento nel grembo “materno”, è soggetto umano portatore di diritti, che vanno rispettati ancor di più del rispetto che si deve agli adulti, proprio perché il bimbo è il soggetto più “debole”, un “senza voce”, l’ultimo dei poveri che non può ne’ difendendosi da solo ne’ rivendicare diritto di “parola” per tutelarsi … Allora, è l’adulto che può e deve difenderlo e garantirgli i diritti a lui dovuti: dignità nella modalità del concepimento, il nascere, l’avere un “padre” e una “madre”, l’essere educato nel contesto di una famiglia dove la differenza sessuale non è considerata un optional e una variante culturale per la quale l’identità sessuale individuale non è data da sesso biologico ma dalla scelta dell’individuo a seconda della cosiddetta cultura dominante.
Questa “cultura” certamente non fa riferimento ne’ a Dio ne’ alla saggezza dei valori profondamente umani ed universali.
Diceva un filosofo esistenzialista che si dichiarava “ateo”: “Se Dio non esiste, tutto mi è lecito”. Questo pensatore onesto intellettualmente, ha proprio ragione. Infatti è cio che sta accadendo ormai da molto tempo nel nostro mondo occidentale. Basta riflettere seriamente sullo stravolgimento dei valori più elementari (vedi quanto detto sopra!) operato soprattutto nelle società di cultura occidentale.
Per il nostro Dio non siamo un “prodotto biologico” … Ne’ siamo frutto del “caso”. Noi siamo non mezzo, ma il fine del suo amore per noi; siamo preziosi ai suoi occhi, “consacrati” dal suo amore per amore ancor prima di “vedere la luce” …
《Santo Spirito, ti preghiamo perché chi ha responsabilità legislative e di governo si lasci guidare non da interessi di parte, ma, almeno, dal “buon senso”》. Buona domenica, p. Antonio

《 Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». 》(cfr Mc 4,35-41).
Quella tempesta e poi tante “tempeste” della vita … Ciascuno conosce le sue!
Tempeste: dentro di sé e attorno … malattie psicofisiche, mentali e spirituali … delusioni in amore …seri problemi educativi e crisi relazionali … solitudine …. problemi lavorativi ed economici … problemi di droga e di violenza… Stravolgimenti antropologici e culturali … Tempeste … A volte sembra arrivare il “sereno” ed invece si sprigiona un nuovo vortice più impetuoso … Tempeste … e Lui, “dorme”, sembra non curante, quasi indifferente a ciò che terribilmente accade. Sembra vederlo quasi rannicchiato a poppa, come fosse al margine della nostra vita … Anche noi, come i suoi discepoli, piuttosto indispettiti, aggrediamo il Signore e Maestro: Non t’importa che siamo perduti? Perché non ti prendi cura di noi? Perché ci lasci nella sofferenza e il nostro grido rimane inascoltato?
《Signore Gesù, tu conosci le nostre tempeste perché sei sulla nostra barca, perché tu sei più intimo a me di me stesso … E mentre tu sei dentro io sono spaventato/a perché esposto/a ai tanti venti ed alle intemperie … Apri gli orecchi del cuore per ascoltare ed accogliere la tua consolante parola/presenza: Non avere paura, abbi fede in me! Sì, Signore Gesù, ho bisogno di credere come l’ossigeno per i mie polmoni … allora si, i venti si calmano ed è bonaccia …》. Buona giornata, p. Antonio

《 In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa》 (cfr Mc 4,26-34).
Gesù con questa parabola non intende escludere la collaborazione dell’essere umano nel processo di crescita del “seme”. Gesù intende affermare chiaramente che il seme del regno di Dio cresce perché ha in sé una capacità generativa e di crescita che è nella sua struttura intima.
Gesù, dunque, fa appello alla nostra fede-fiducia. Con questa parabola ci sta chiedendo di credere, cioè fidarci-affidarci al seme della sua parola che ci rivela il mistero del suo regno …Il seme del suo regno in ogni cuore è come l’embrione nel grembo materno: ha una sua “individualità” e “personalità”, bisogna solo accoglierlo, fargli spazio … e lui cresce …
《Signore Gesù, io, noi, siamo semi del tuo regno … fa’ che crediamo nella potenza generativa di cui ci hai fatto dono e ne favoriamo lo sviluppo …》. Buona giornata, p. Antonio

《In quel tempo, Gesù diceva alla folla: Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? 》(cfr 4, 21-25).
La luce è Cristo Gesù! Per suo volere, la Chiesa, nonostante i limiti dei suoi membri, quando segue il suo Signore, è “luce delle genti”. È questa una esperienza che possiamo constatare con i nostri occhi anche oggi nella persona di Papa Francesco e di tanti altri testimoni …
La Chiesa – considerata sia come corpo/comunità che come singoli membri – quando è davvero se stessa, cioè fedele a Cristo, diventa luce ed orienta i singoli, le famiglie, le comunità, i popoli e le nazioni a far sprigionare quella scintilla di luce/amore che Dio Creatore e Redentore ha acceso in ogni “cuore” perché creato ad immagine dell’Eterna Luce. I nostri ambienti, la nostra società, il nostro mondo hanno bisogno di luce/senso… La fede cristiana e le sue autentiche espressioni non sono un fatto privato come talvolta si vorrebbe da chi non nutre simpatia per la Chiesa … I cristiani abbiamo una grande missione e responsabilità: essere luce!
《Signore Gesù, seguire te è camminare nella luce per essere luce …》. Buona giornata, p. Antonio

《 Altri sono quelli che ricevono il seme tra le spine: sono coloro che hanno ascoltato la parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e l’inganno della ricchezza e tutte le altre bramosie, soffocano la parola e questa rimane senza frutto》 (cfr Mc 4, 1-20).
La parabola del seminatore (che consiglio di leggere per intero), ci presenta la reazione della terza categoria di soggetti che reagisce non positivamente dinanzi al seme della parola di Dio. Questa, infatti, seminata da’ frutto nella misura in cui si accoglie. È Gesù stesso che spiega la parabola. Tenendo conto della mia esperienza di oltre trent’anni di ministero sacerdotale, devo dire che, molto spesso, ciò che impedisce la crescita e la fecondità della parola di Dio o, comunque, ne rallenta lo sviluppo, sono proprio le preoccupazioni della vita, le seduzioni della ricchezza, posseduta o fortemente desiderata, così pure altre passioni non orientate al vero e integrale bene delle persone, famiglie, comunità … Cerchiamo di individuare se e cosa impedisce in noi la piena accoglienza della parola di Dio seminata nella nostra vita. Una volta individuato l’ostacolo cerchiamo di “lavorare” per rimuoverlo. Un primo passo è quello di un rinnovato atto di fede in Dio che mi/ci parla nella sua parola: è una lettera scritta per me!《Signore Gesù, donami/ci il tuo Santo Spirito perché possiamo aprirci all’ascolto fiducioso e accogliente della tua parola. Lo sappiamo che è parola feconda di vita, ma siamo di dura cervice e spesso distratti … siamo in cammino e vogliamo seguirti … 》. Buona giornata, p. Antonio

《 Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza. Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo》 (cfr 2 Timoteo 1,1-8).
Accogliamo anche noi l’esortazione di Paolo al discepolo Timoteo a ravvivare il dono di Dio (per noi, soprattutto la fede!) e a non vergognarci di essere cristiani. Anzi, proprio dove c’è ostilità verso Cristo e la Chiesa, la’ siamo chiamati ad essere testimoni con la vita e, se necessario, anche con la parola che fluisce dall’esperienza di fede personale e comunitaria, ben consapevoli che, a volte, non è facile …
《Eterno Padre, donaci lo Spirito di fortezza per essere testimoni credibili, capaci di “soffrire” per il Vangelo, sicuri della sua fecondità in noi e nelle nostre relazioni, dentro e fuori le nostre famiglie, comunità, ambienti di lavoro, di svago …》. Buona giornata, p. Antonio

《 Una voce mi diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”. Io risposi: “Chi sei, o Signore?”. Mi disse: “Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti”》( cfr Atti degli Apostoli 22, 3-16).
Mi hanno sempre colpito queste parole di Gesù rivolte a Paolo. Mi colpiscono perché Gesù, senza giri di parole, si identifica con i cristiani che Paolo andava a perseguitare a Damasco.
Oggi sentiamo rivolte a noi, a ciascuno, le parole di Gesù: Perché mi perseguiti? Perché non ti prendi cura di me in chi ti chiede aiuto e ha bisogno di una parola di conforto, di un sostegno materiale o spirituale?
Perché non mi riconosci? Io sono Gesù, il Nazareno, quel Gesù che preghi e ricevi nell’Eucaristia.
《Signore Gesù, converti il mio cuore, fa ‘ che io riconosca il tuo volto nei volti di chi ha bisogno e ti serva con la forza del tuo Santo Spirito》.
P.S. Oggi ricorre il bicentenario della fondazione della mia Congregazione religiosa: i Missionari Oblati di Maria Immacolata. Chiedo una preghiera per essa, per ogni oblato e perché essa viva con fedeltà creativa ed audacia il carisma di evangelizzare i poveri dai molteplici volti ..Grazie! Buona giornata, p. Antonio

《 Fratelli, come il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo … Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte.》 (Cfr 1 Corinti 12, 12-30).
San Paolo con la simbologia del corpo mette in evidenza delle verità fondamentali per la nostra vita di credenti; ne esplicito tre.
1. Il battesimo in Cristo e nello Spirito ci fa un solo corpo: il “corpo di Cristo” →la Chiesa:comunità dei battezzati.
2 Come nel corpo umano, così nel “corpo di Cristo”, la diversità/funzionalità/pluralità dei membri mira all’armonia, alla bellezza e all’unità di tutto il corpo.
3. Da quanto detto sopra segue che io battezzato/a sono veramente me stesso/a nella misura in cui vivo e agisco secondo la logica del corpo, cioè nella comunione del “noi” ecclesiale: e, mi realizzo edificando questa comunione. E la comunione si realizza dinamicamente nella reciprocità dell’amore che esige sempre un “uscire” da sé e andare verso l’altro in modo disinteressato …L’《io》, dunque, è a servizio del 《noi》!
Questa verità riguarda sia i rapporti all’interno della Chiesa nel suo insieme sia le singole aggregazioni ecclesiali, le famiglie, le comunità religiose …
Speriamo che l’Anno della Misericordia ci aiuti a crescere in queste convinzioni e a tradurle in pratica.《Santo Spirito, comunione tra il Padre e il Figlio, fa ‘ che il “particolare” di ogni membro contribuisca a generare armonia/unità nei nostri diversi ambienti di vita》. Buona domenica, p. Antonio

《 In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».》(Mc 3,20-21).
Il modo di agire di Gesù, se da una parte attrae le folle, dall’altra “scandalizza” proprio i più vicini, i suoi parenti, ma non sua madre che, pur non comprendendo tutto, “custodiva” ogni cosa nel suo cuore.
Non è raro sperimentare che si è incompresi proprio dai più “vicini” …
Impariamo da Gesù che cercava l’unione col Padre e non il consenso e l’affetto dei “suoi” …
《Signore Gesù, illuminati dalla tua parola e alla tua sequela, fa ‘ che rimaniamo fedeli al tuo disegno, anche se non sempre siamo capiti, sostenuti, amati …》. Buona giornata, p. Antonio

《 In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici che chiamò apostoli, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demoni》 (cfr Mc 3,13-19).
Gesù continua a “chiamare” persone per far conoscere e accoglierle nel “mondo” di Dio e liberare questo nostro mondo dal potere e dall’influsso del demonio, che si manifesta in ogni forma di male. Nello “stare con Gesù”, chi è “chiamato” riceve luce e forza per vivere con gratitudine e generosità la sua ” vocazione”. Ogni giorno, non dimentichiamo di pregare perché tanti rispondano a Gesù che chiama: 《Santo Spirito, tocca i cuori di molti giovani e attirali a “stare con Gesù” per poter essere suoi operai
attenti, disinteressati e generosi nel vasto campo dell’umanità 》. Buona giornata, p. Antonio